Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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Stamattina ho fatto la prima lezione della mia "carriera" universitaria col prof. ********, che non sapevo fosse così "pazziariello" (nel senso che "pazzeia" ossia scherza sovente). E' veramente uno spasso. Comunque dopo le prime presentazioni di rito, il prof. invece di iniziare direttamente col programma, ha chiesto che ci segnassimo su un foglio, noi 51 presenti a lezione, divisi per anno di immatricolazione, così:
98/99 Tizio Matricola
98/99 Caio Matricola
.......
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99/00 Tizio Matricola
.......
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00/01 Tizio Matricola
.......
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01/02 Tizio Matricola
(a quest'ultimo scaglione apparteneva un solo "bambino prodigio", per così dire, che si trova al quarto anno ancora al passo con i tempi (buon per lui)).
Mentre noi ci segnavamo su questo foglio, il prof alla lavagna eseguiva un'altra suddivisione dell'insieme "Iscritti ad Ingegneria con indirizzo Edile", "Iscritti ad Ingegneria con indirizzo Strutture", ecc., accompagnando tutti i suoi ragionamenti con un costante e sottile filo ironico su quella che fosse la situazione che stava profilandosi su quell'ardesia.
La situazione ritratta alla fine dell'analisi matriciale (nel senso di "matricola") è talmente complicata che non me la ricordo, un caos totale che la mia mente, già provvista di cattiva memoria, si è rifiutata di carpire. Ma il ragionamento del prof può essere reso da un piccolo estratto che ricordo:
"Iniziamo con i civili. Allora, vediamo, quanti tipi di matricola avete in quest'aula" o qualcosa del genere. "Matricola 63/xxx: chi ce l'ha?" Alcuni si segnalano. "Ok, voi siete iscritti del vecchio ordinamento" [credo, mica mi ricordo se è così] "poi, matricola 163/xxx chi ce l'ha? Dunque, questi si diramano in due fasce, coloro che sono passati al vecchio ordinamento (ossia laurea quinquennale) e coloro che seguono dopo essersi regolarmente laureati"
Al che alcuni di noi: "Professore, ma veramente noi non siamo ancora laureati, seguiamo il corso sub-condicio [o come cacchio si dice], poi quando ci laureiamo l'esame ci viene convalidato, ecc. ecc." E il prof: "Ma non mi sembra che lo si possa fare, iscriversi a un corso della specialistica senza la laurea di 1° livello", ecc, ecc. e noi "no, prof, si può", ecc. ecc.
Il mio collega a fianco mi suggerisce che questa lezione sarebbe da riprendere con una telecamera e da mandare a Striscia la Notizia. Intuisco che, inconsciamente, anche io avevo pensato alla stessa cosa.
Finita l'analisi dei civili, suddivisi in 6 (circa) differenti insiemi, tra loro collegati tramite intricati passaggi dal vecchio al nuovo ordinamento (e viceversa, al fine di "gettare il cuore oltre l'ostacolo" dello sbarramento), sorprendentemente l'analisi degli ingegneri Ambiente e Territorio presenti in aula si è rivelata più semplice, mi pare con "solo" 3 casistiche in tutto.
Complessivamente, a questo corso (multietnico e multiordinamentale) denominato *XXXXXX II - YYYYYY ED ZZZZZZZZ, verrà:
- gente che si deve fare questo esame col nome "attuale",
- gente che si deve fare un pezzo di *F. Generale" (l'altra metà riteneva di averla fatta con la vecchia F. I già sostenuta anni addietro);
- gente che si è già fatta *F. Elettromagnetismo [o qualcosa del genere] e adesso deve integrare con *F. II O. e A.;
- gente che, passando alla quinquennale e non dovendo più fare il tirocinio della laurea di 1° livello, deve "apparare" i crediti mancanti da tirocinio + tesi di laurea tramite un qualsiasi esame, in questo caso *F. II;
- casi vari che non rammento.
Finita l'analisi "strutturale" della nuova classe di allievi, il prof si è avviato in procinto della lezione vera e propria.
"Allora ragazzi, per fare questo corso di *F. II occorre che voi abbiate almeno alcune nozioni di Matematica. Qualcuno di voi sa fare le trasformate di Fourier?"
Tutti abbassano lo sguardo come per cercare chissà cosa, chissà dove.
"Almeno avete sentito parlare di cosa siano le trasformate di Fourier?"
Tabula rasa.
"Spero che almeno abbiate per lo meno sentito nominare il teorema di Stokes" [o qualcosa di simile] "Non chiedo che lo sappiate fare o dimostrare, chiedo solo se lo conoscete per sentito dire".
Alcuni annuiscono, ed io con loro, solo perchè proprio il giorno prima, sfogliando il nuovo libro di Matematica IV (Marcellini-Sbordone) per caso avevo aperto un capitolo il cui titolo recasse il nome Stokes.
Comunque, senza il minimo imbarazzo né da parte del prof. né da parte nostra, la lezione parte con grande cinismo, bisogna ammetterlo.
Dimostrazione di perchè i campi centrali sono conservativi, attraverso l'applicazione pratica del calcolo del lavoro durante uno spostamento di una carica puntiforme.
E nel calcolo dell'integrale di F ds il prof nota il nostro imbarazzo sui nostri volti in difficoltà.
"Sentite, io non voglio accusarvi o farvi vergognare, però onestamente un po' dovreste vergognarvi, e non dico che la colpa sia vostra, anzi. Purtroppo da quando è partito questo nuovo ordinamento, si è pensato a fornire allo studente sempre più INFORMAZIONE attraverso enunciati ai quali bisogna credere ciecamente senza addentrarsi troppo in dimostrazioni, e sempre meno FORMAZIONE. Eppure io sono convinto che un ingegnere specialistico che esce da qua con la laurea, oltre che le nozioni abbia bisogno anche della dovuta ISTRUZIONE, a cui mi dedico da una vita".
In questo momento mi sono ritornati in mente i bei tempi del Liceo, quando si andava a scuola per ricevere l'Istruzione. In questi quattro anni a Fisciano non ho mai pensato che mi stessero fornendo un'Istruzione. Proprio non mi è mai venuto di collegare l'università con la parola Istruzione. Quando penso alla parola "università" penso a "sacrifici", "orari duri", "esami da sostenere", "crediti da accumulare", "propedeuticità", "obbligo di frequenza", da un paio di anni anche "sbarramento", e tante altre stronzate, distanti anni luce dalle parole "Istruzione", "Cultura" (non me ne vengono in mente altre, ahimè!) che un luogo d'insegnamento dovrebbe fornire.
"A me non piace per niente la strada che ha imboccato l'università, e sono convinto che ce ne accorgeremo tra una ventina d'anni, quando questa generazione sarà nel mondo del lavoro, e temo che potrebbero succedere GUAI veramente grossi."
Finita la lezione, mi rendo conto che col ritmo frenetico con cui dobbiamo sostenere gli esami, ciò che impariamo in tempo utile per l'appello di ciascun corso, viene presto cacciato via con forza dai nuovi programmi da assorbire rapidamente in vista dell'imminente, successiva sessione di esami. Per quanto mi riguarda, se il mio cervello sostiene Analisi I e II nel 2001, e non mastica più per 3 anni enunuciati o passaggi logico-matematici come "Esiste un epsilon > 0 t.c...." ecc. ecc., è ovvio che ieri, facendo Matematica IV non riuscivo a seguire la prof. che va, sì, ad una discreta velocità nello spiegare, ma per farsi seguire dovrebbe andare ad un ritmo sub-lumachevole, perchè ciò che dovremmo conoscere per starle dietro ad una veolcità dignitosa, è riposto in un angolo del cervello troppo recondito da essere raggiunto dai neuroni, che non trasportano quelle informazioni da anni.
Dopo quattro anni passati all'università a studiare sempre nell'unica direzione che la facoltà d'Ingegneria assegna al mio cervello, privo di distrazioni dalle formule matematiche, privo di altri stimoli come l'agognato tempo libero da spendere nel piacevole leggere un libro, privato di possibilità di esprimere le PROPRIE possibilità a livello di ragionamento, denudato di ogni possibilità di esprimere la fantasia che una volta possedevo ma che negli ultimi anni di rado fa capolino tra le Equazioni di Equilibrio e le Derivate, non solo mi sento un perfetto ignorante nel coltivare così insistentemente sempre la stessa (scarna) cultura dell'ingegnere con calcoli su calcoli, ma questa stessa, grande carenza di cultura, mi fa sembrare ciò che studio da 4 anni (con 22 esami all'attivo), talmente a sé stante ed inutile, che mi sento, perfino in ciò che credo di sapere ma che in realtà oggi il prof mi ha fatto capire di conoscere solo superficialmente, un grande incompetente.
* Gli asterischi indicano parole mascherate per solo e semplice rispetto da parte mia per la "privacy" del professore "autore" di questa Lezione.
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Sai che cosa penso? che se non ha un senso, domani arriverà... domani arriverà LO STESSO!