Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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11. Matematica III - Meccanica Razionale
16. Scienza delle Costruzioni I
19. Elementi di meccanica delle terre
20. Impianti di trattamento sanitario - ambientale
21. Strade, ferrovie e aeroporti
22. Tecnologia dei materiali e chimica applicata
23. Tecnica delle costruzioni I
1’. Fisica II – Ottica e Acustica
Il primo esame sostenuto... mi presentai al primo appello, totalmente ignaro di cosa fosse un orale. Forte delle due prove scritte con A e B (la prima delle quali andai a sostenerla solo con penna e calcolatrice, per la brutta utilizzai il banco), mi sentivo imbattibile, sicuro che gli esercizi che sapevo fare benissimo erano più che sufficienti per prendere un voto tipo quello degli scritti... e invece, sorpresa! La mia scena quasi muta alle domande di teoria mi valse questo misero 20!
Questo esame, è stato culo. Si dice che agli esami ci vuole sempre un po’ di fortuna, ma qui...! Stavolta non commisi lo stesso errore del mio primo esame: superate le due prove scritte con dei voti intorno al 22-24, la prima delle quali facilmente affrontata da me, la seconda traendo “ispirazioni esterne”, imparai tutti i teoremi necessari. L’orale in realtà consisteva pure quello in un mezzo scritto, perché ci diedero, a gruppi di circa 15 per volta, un foglio bianco con su due teoremi da dimostrare, e poi ci misero chi al primo banco, chi (come me) all’ultimo, al riparo da occhi indiscreti. E qui col Teorema degli Zeri, che sapevo bene, a metà dimostrazione ricorsi ad un piccolo suggerimento dal mio commilitone di fronte a me; ma il Teorema di Weierstrass, avevo deciso di non impararlo perché troooppo lungo... E allora ecco, ancora un’ispirazione esterna che mi si presentò quando volsi lo sguardo ai commilitoni dinanzi a me, ben forniti della Scienza Matematica. Dopo la breve scena muta ai due minuti di fatali (così mi parvero) domande orali, attesi il verdetto dopo la consulta dei professori. E quando sentii il mio nome nell’elenco affiancato a un “19”, prima sgranai gli occhi e poi intascai.
Solo il giorno prima dell’esame aprii il libro per vedere cosa c’era dentro, ma ragazzi, qui ero un asso. Cioè, a disegnare a mano ho sempre fatto un po’ cagare, ma qui non era tanto importante saper tenere la matita in mano, quanto sapere come si fanno i disegni, con tutte quelle omologie, Monge, le sue proiezioni, salti mortali per i neuroni! Ma modestia a parte c’ho un circo di trapezisti in testa, ed “il Vito” mi licenziò con un 29. E mentre mi diceva “lei è uno bravo”, nell’apporre il suo inchiostro verde sul libretto mirò i due precedenti, e mormorò “Sì, ma che cosa sono questi 20 e 19?” Roba che se avesse enunciato il suo “verdetto” non senza uno sguardo ai voti, forse sarebbe stato meno che un mancato 30.
Esame semplice per me, cioè io e il computer ci diamo del tu. Inoltre si confermava lo scritto, santissima cosa! Tuttavia non m’impegnai mai più di tanto; superai la prima prova (questa era senza programmazione), mentre alla seconda toppai col linguaggio C, e dovetti sostenere la prova di recupero, proprio lo stesso giorno dell’orale di Disegno I, proprio il giorno dopo l’orale di Matematica II! Così, chiesto il permesso alla commissione di Vito & Co. di assentarmi per un paio d’ore, questa volta il programma da implementare non comportava la scrittura su un file esterno (cosa per cui ho sempre avuto un rigetto), ma solo degli output a schermo. E anche se ottenni i risultati senza l’utilizzo delle “procedures” richieste, anche se il programma che compilai si chiudeva (per me inspiegabilmente) a un passo dall’ultimo output a schermo, abbellii un po’ il tutto con dei colori e persino dei “beep” ed il giorno dopo il prof, con la sua voce tipo Commissario Winchester dei Simpson, enunciò: “26”.
Cavolo, 4 esami su 5! Di cui 3 orali in 2 giorni! E senza sgobbare manco un po’ sui libri... ottimo inizio, a Fisciano.
Ah, che corso ragazzi... Non ne faranno mai più, come questo. Le lezioni scorrevano via pigramente, ma tant’è...! Il prof. ci annunzia che all’orale sarà possibile confermare i voti degli scritti, e allora noi tutti ci “prepariamo” al meglio per superarli. Poi, durante le prove, il prof si siede in cattedra e lì rimane per tutta la durata dello scritto, leggendo un po’ il giornale e lasciandoci “svolgere” la prova in tutta libertà. E il 4 Luglio, Indipendence day, 24 fu.
L’esposizione della materia ai corsi fu veramente pessima. Davvero, un prof. per niente in grado di spiegare, bravo solo con i buoi “beh, beh”. Per fortuna nostra, l’assistente che ci spiegava gli esercizi era eccezionale, e superai entrambe le prove. Per l’orale la mia preparazione, però, era poco più che sugli esercizi... cosa posso farci, io sono uno che capitalizza al massimo le ore di lezione, e se queste non rendono, io non è che posso fare troppi studi extra per recuperare le lacune di chiarezza del prof. Ma, buon per me, all’orale capitai proprio col bravo assistente che ci aveva preparato agli esercizi, e quando toppai la prima domanda teorica dopo gli esercizi (che ovviamente risolsi brillantemente), il prof. mi licenziò subito, capendo la “situazione”: “va bene, va bene, 22”.
Prova scritta unica, secca, del corso che si era svolto al primo semestre ma del quale non avevo superato la seconda parte. Trenta domande, se ricordo bene alcune a risposta chiusa, mentre altre che comportavano lo svolgimento di esercizi erano a risposta aperta. Di queste ne affrontai solo 20, perché le altre dieci riguardavano il momento d’inerzia che non avevo mai potuto digerire, e le bypassai. Però, cavolo, quelle che avevo fatto le avevo azzeccate tutte e 20!
Beh, questo semestre leggera flessione, solo 3 esami... ma quando vidi il responso positivo dell’ultimo di questi miei primi sette esami, potei festeggiare la “promozione” al II anno! Che ci si guadagnava con almeno 42 crediti, ovvero proprio 7 esami da 6.
Eh, questo esame me lo portai dopo l’estate unicamente perché era la prima volta che disegnavo con Autocad, e i disegni erano numerosi e anche un po’ difficili. Sulla mia preparazione, poi, nulla da dire: all’orale fui davvero impeccabile. Cioè, sulle parole: perché la pecca c’era: erano le mie tavole... non perché ci fosse qualcosa di sbagliato, anzi! Ma essendo la prima volta che plottavo qualcosa, non potevo che toppare un po’, e così le presentai tutte arrotolate l’una dentro l’altra, senza un po’ di mascherina, senza piegarle... e temo fu proprio questo a farmi negare il massimo. Ma, tant’è.
L’esito di quest’anno è tutto sommato positivo... cioè, i voti non luccicano ma consideriamo che ho studiato proprio poco, eh! Rapporto qualità/prezzo più che accettabile...
Il primo progetto della mia vita! Quanto tempo e dedizione impiegati! 60 euro per plottare oltre 20 tavole! Questa volta con mascherina e tutto. Un orale cominciato davvero con un’esposizione scintillante, per contenuti ma anche per capacità lessicali (cosa piuttosto rara a udirsi nella facoltà d’ingegneria, fidatevi). Tanto che sentii, mentre mi esprimevo così brillantemente, il tipico brusio di sottofondo di un’aula piena di gente calare, perché stavo proprio catturando l’attenzione di tutti. Come cavolo ho fatto, poi, a non sapere quanto fosse il peso del calcestruzzo e dell’acciaio, non lo so. Come anche non so quand’è che il prof avesse mai spiegato “perché per le superfici con pendenze si utilizzano mattonelle di piccola pezzatura”. Come anche non capisco perché quando un prof. ti corregge un po’ di volte il tuo progetto durante il corso, poi all’esame te ne arronza la visione, quando lì c’era tanta fatica, soprattutto in quei cavolo di particolari degli infissi che stava bypassando del tutto di visionare ma, pensando alle notti insonni per farli, glieli aprii un attimino, ottenendo una svogliata guardata fugace forse perché era ora di pranzo. Maaahh! io il 30 lo volevo, qui!
Acci, questo primo semestre solo 1 esame!!! E ci credo, mi ha portato via tanto di quel tempo, questo cavolo di progetto. Mi ci sono anche un po’ appassionato, e allora ho trascurato gli altri esami in contemporanea. Vabbeh, almeno quest’esame è da 12 grammi, cioè volevo dire 12 crediti.
Che esamone! Davvero spettacolari le modalità del corso: il prof., oltre a spiegare alle lezioni, dispensava (presso la copisteria “ufficiale” del campus) un tot di domande che “sarebbero potute uscire alle prove scritte”, ed un tot di appunti dattiloscritti. Sapendo che all’orale si sarebbe potuto confermare un eventuale voto positivo agli scritti, abbiamo imparato talmente bene quelle domande e quegli appunti! Come se ce li fossimo “passati allo scanner” nel cervello, e agli scritti rispondemmo alle domande come se ce le fossimo stampate in fisarmoniche di 6 cm di larghezza. Davvero un’ottima preparazione per quest’esame. Anche se il mio 24 non è stato proprio un voto eccelso... ma pazienza. Indimenticabile il siparietto quando, poco prima della prova, stavo scrivendo sul banco delle formule (che, tra l’altro, difficilmente sarebbero servite), ed ecco che da dietro odo la voce di un temibile assistente dire “È fortunato chi si siederà in questo banco!”, ed io glaciale. Ma per mia fortuna, non mi spostò di lì.
Eh, questo esame non l’avevo superato a febbraio, quando, avendo superato solo le prove scritte, mi ci buttai a kamikaze, perché per fare Architettura Tecnica proprio non potei studiarlo: e fui tagliato, per la prima volta. Ma ora, a luglio, la mia preparazione era veramente buona, sia per gli esercizi che per la teoria. Un’unica eccezione, davvero l’unica, quel cavolo di momento d’inerzia (che ora mi sembra davvero un’inezia), non lo avevo imparato perfettamente. E naturalmente fu proprio questa la prima domanda per rompere il ghiaccio. Me la cavicchiai barcollando, poi mi ripresi sulle successive domande... e mi beccai il 22. Oh, fino a quel momento fui il primo “ok” della giornata! Tutti gli altri, zack!
Mah, quest’anno solo 3 esami... settembre è pure passato liscio. Pessima annata: dopo la prima da 48 crediti, questa seconda giusto la metà. Colpa anche della propedeuticità del cavolo: senza meccanica razionale a febbraio, poi a luglio non ho potuto sostenere né Scienza delle Costruzioni, né Idraulica... “robette” da 12 grammi l’una.
Quest’esame mi piaceva. Nel senso che mi interessava proprio la materia. E mi piaceva anche la modalità, con la formula della “confermabilità del voto scritto”. E allora alla prima prova ero proprio un mostro, mi presentai con penna e fogli e calcolatrice giusto 10 minuti prima dell’inizio, tanto non occorreva un posto appartato (che pure trovai! quando invece serve...); risolsi il circuito con un sistema lineare di 5 equazioni e via, pigliai 12, il massimo per la prima prova. Alla seconda, però, il trifase già non mi andava tanto giù... feci un qualche erroraccio e presi 10/18. Totale, 22. Prendere, o lasciare? Prendere, prendere...
Anche quest’esame destava il mio interesse, e mi ci applicai. Me la cavavo più che bene con le formule, i SET e i SEM, gli scambiatori di calore, gli impianti idraulici... mi sentivo quasi Super Mario. Superai più che bene i due scritti,e anche all’orale ero preparato, ma l’assistente mi rivolse una domanda che non faceva parte del programma di quell’anno e allora io, invece di dirglielo, tentai lo stesso di dargli la risposta; e alla fine ci riuscii pure, ma non ne uscii tanto bene. Al diavolo questi “fiscioni” che cambiano i programmi ogni anno. Per il resto l’orale andò bene... ma il 25 non mi garbò per niente, ero quasi incazzato. Però che fai, rifiuti? Ma no che non rifiuti...
Beh, questo semestre dovevo fare solo 2 esami, e li ho fatti... mi ci sono anche applicato (sia chiaro, come interesse, non tanto come “impegno profuso”), ma ho preso dei voticchi. Mi sa tanto che, se al primo anno me la sono cavata egregiamente, studiando quasi per niente, ora si inizia a fare sul serio.
We, questo esame al primo anno non lo superai perché sbagliai grossolanamente lo scritto (del resto avevo anche arronzato il seguire del corso durante il semestre), e allora rieccomi qui. Io e un gruppo di amici, quest’anno ci eravamo seguiti il corso per bene, studiando, esercitandoci, persino il Giovedì Santo tra le urla ebbre di qualcuno che faceva una pasquetta anticipata nel campus semideserto. Gli scritti erano “confermabili”. E allora superammo la prima prova tutti del nostro piccolo gruppo di studio, mentre, il giorno dell’esame, al secondo scritto uno solo di noi restò fuori. Eppure ci eravamo veramente “attrezzati”, come sempre del resto, quando lo scritto è “confermabile”: ormai l’arte del modulo-da-prova-scritta ce l’abbiamo nel sangue, ci prepariamo certe “istruzioni da prova” che, se riusciamo a darci una sbirciatina, lo scritto è già bello che superato. C’era solo il brivido della possibilità che, poco prima dell’agognata verbalizzazione, la prof. ti facesse una domandina “per vedere se hai copiato” (o meglio, per tagliarti le gambe), ma io lo passai liscio. E 26 fu.
Eh, quest’anno mi stavo proprio applicando. Avevo imparato la lezione dei soli 3 esami dell’anno precedente, e ora gli esami li studiavo. Certo, quando anche Idraulica era “confermabile”, mi attrezzai! Sia per la prima prova che per la seconda, mi preparai i rispettivi quesiti orali e moduli da esercizi. Purtroppo il tempo per estrarre le domande orali, che andavano risposte esclusivamente nei primi 30 minuti, era troppo poco; ma, fortunatamente, le domande le seppi rispondere da me, e anche bene. Gli esercizi, come al solito, erano cosa mia, e... 26. Che tra l’altro andai a verbalizzare lo stesso giorno di Topografia, tra la prova scritta e il verdetto serale. Che bottino, quel giorno!
Quest’esame era pane per i miei denti. Gli scritti furono una passeggiata, presi tipo A e B+. Studiai l’orale in soli 9 giorni, un record personale. Sapevo persino costruire la Matrice Jacobiana, roba da eccelsi della materia. Il mio punto debole erano le tensioni da taglio (così mi pare), che puntualmente mi vennero chieste all’orale, per prime. Me la cavai, anche un po’ con l’aiuto dell’esaminatore; poi sulle altre domande ero davvero ok. Passò il temibile Titolare della cattedra, mi fece fare un’ultima domanda, poi 27.
Eh, quest’anno ho davvero rimediato al precedente (ch’è stato quasi disastroso). Ho fatto en-plein ad entrambi i semestri, e anche se poi a settembre ho mancato la prova di Tecnologia dei materiali (esame del primo anno, unico ancora arretrato), ho comunque raccolto 42 crediti. Quasi eguagliavo la prestazione degli esordi!
Esame per me idiota, 3 crediti facili facili! Andai a sostenere la prova senza nemmeno dare uno sguardo ai libri d’inglese del liceo... Una passeggiata.
Proprio uno spasso. Affrontare l’esame partendo da un voto agli scritti di 27,75 e con una preparazione davvero totale avrà alleggerito la tensione, ma qui si andò ben oltre. Cioè, io e il mio collega di studi passammo l’intera attesa, prima che toccasse a noi, a scompisciarci dalle risate con battute varie su ogni genere di cosa; su tutte, quella di tenere il prof. con la testa sotto un braccio, e con la mano libera tamburellargli la pelaticcia accompagnando il gesto col grido banfiniano “Madooooonn Benedett dell’Incoroneet!” Quando feci l’esame, fu tutto ok, solo che il prof non era presente perché aveva smarrito il portafoglio (questa fu un’altra barzelletta di quella mattina), e quell’ebete di un’assistente, vedendo che partivo da 27,75, nonostante la mia grande prestazione mi portò semplicemente a 28! Inoltre, io ero pure l’ultimo esaminato e per gran parte del colloquio non c’era nessuno in aula, oltre a me e lei; cosa, mi sa, non tanto legale. Però, che esame divertente! Per 12 grammi, poi!
Culo. No, perché lo studiai un una settimana circa (effettivamente cadde 4-5 giorni dopo costruzioni idrauliche); il giorno dell’appello eravamo troppi e fui rinviato di 2-3 preziosi giorni, durante i quali studiai un altro po’. Sostenni l’orale alle 18, dopo un’attesa protratta dalla mattina. Fui chiamato dal membro più temibile tra la commissione, anche più del professore. La mia preparazione non copriva affatto tutto il programma, ma il prof. mi chiese e-s-c-l-u-s-i-v-a-m-e-n-t-e quello che io sapevo. Che, tra l’altro, sapevo veramente b-e-n-e. Visto l’ottimo orale, mi rivolse quella che mi parve la “domanda per il 30”, cioè se l’acqua è un fluido newtoniano... non seppi la risposta... e allora, “solo” 28!
Grande semestre, questo. En-plein, con tutti gli esami da fare superati, per un totale di altri 31 grammi. Bella sniffata!
A questo corso io e il mio collega ci applicammo più che a sufficienza, anzi probabilmente eravamo i più assidui seguaci delle spiegazioni, soprattutto nelle applicazioni pratiche. Eravamo anche quelli più idioti del corso forse, perché un paio di volte eccedemmo in confidenza con l’assistente (che ci ha fatto l’intero corso, del prof. vedemmo solo l’ombra alla prima lezione), facendo delle battutacce sì umoristiche, ma un po’ delicate da fare ad alta voce nel mezzo delle spiegazioni! Comunque, quest’esame era “a voto confermativo”, e la nostra esperienza ci fece preparare al meglio per la prima prova, che superammo senza intoppi. Alla seconda, invece, quando una risposta non ci sovvenne e m’incaricai di uscire al bagno per cercare di “spremermi meglio”, preso dal panico non frugai bene nelle mie tasche, e rientrando alla prova comunicai che la domanda che ci mancava effettivamente non era “nei nostri numeri”. Se non che, finito lo scritto, controllammo meglio e quella risposta, in realtà, ce l’avevamo. Ma non fui trucidato per la mia negligenza al bagno perché, fortunatamente, superammo comunque anche la seconda prova... e mi presi il ventitrè. Alè.
Esame con progetto, preparato con tanto impegno ma anche con qualche “ammacchio numerico” per raggiungere soluzioni pratiche altrimenti irraggiungibili, come l’incontentabilità del prof. alle correzioni. Grande ammacchio fu la falsificazione di una correzione, usando una “matitina” identica a quella del proffo! All’orale, dopo tutta questa fatica per il progetto, ero un po’ stanco, impreparato insomma. Fortunatamente il mio collega di progetto fu chiamato a sostenerlo con il professore appena prima di me, e prese 27. E allora, nonostante il mio orale zoppicante sostenuto con la gentile assistente, perché negarmi lo stesso voto?
Questo semestre è stato appena decente, cioè ho fatto solo due esami, ma sostenere anche uno solo degli altri due sarebbe stato un risultato inaspettato. Cioè, io mi sono anche buttato a kamikaze a fare Estimo, ma sono stato fatalmente tagliato. Vabbeh, perlomeno ho finito di seguire tutti i corsi, nonchè completato il tirocinio (anche quando ero in Croazia, ho fatto il pendolaro per andare al laboratorio a sostenere giornate di prove di carico da 12h l’una! Il registro delle presenze può testimoniarlo!)
Ero agli sgoccioli, e per passare lo sbarramento, con 3 esami che mi mancavano, dovevo portare una media di almeno 24. Allora avevo 24,88 e secondo i miei calcoli, prendendo almeno 26 a questo, poi mi sarei potuto permettere qualsiasi voto a Tecnica ed Estimo, anche due 18. Inviai una mail alla prof. per chiedere le modalità di quest’esame che mi portavo indietro dal primo anno e che avevo mollato allorché non superai la prima prova scritta. Ora, in questa sessione di recupero, l’esame constatava di un unico scritto, con voto confermabile. Mi preparai, come di consueto, per la prova, e durante lo svolgimento la prof. in persona non c’era: c’era un altro prof, che ci comunicò che l’indomani si sarebbe dovuto fare comunque l’esame orale. Il giorno del verdetto partii alle 8:25 da casa, tardissimo visto che l'orale era alle 9:00. Il tempo faceva schifo e mi pareva la cornice ideale per la giornata che mi aspettava. Arrivai all'univ. alle 9:10, ma il prof non era ancora arrivato. Ne sapevo più il giorno prima, ma non mi misi a ripetere furiosamente gli appunti perchè mi faceva solo 'o grass 'o core, come si suol dire. Quel mattino venne di nuovo solo il prof., senza “la” prof., quella che a me aveva detto che lo scritto si confermava. Ad ogni modo, questi disse: “La professoressa vi aveva detto che si confermava il voto dello scritto, e io non posso certo tirarmi indietro.” Al che pensai: "Che omm stù prussòr! Manten pur 'a parol data dagli altri!" E lui: “allora, Tizio non superato, Caio 20, Sempronio non superato, ....... “Un Povero Soldato” 26, ........” ecc. ecc. Alle 9:45 avevo già il 26 sul libretto. Avevo gettato il cuore oltre lo sbarramento.
Beh, questo è stato buon anno. Mi mancano “solo” due esami, Tecnica ed Estimo. “Solo”. Però, dai, ho fatto già tirocinio e tesi... e a tentare ho tentato, di laurearmi per questo settembre. Certo, se ci fossi riuscito, sarebbe stato davvero un grande anno.
Quest’esame l’avevo già tentato nella sessione di settembre, nella speme di laurearmi ad ottobre, con un frettoloso plottaggio di sabato pomeriggio (con l’esame il lunedì dopo) presso un aguzzino da 25 € per 3 tavole!... Ma pur avendo superato la prova scritta, all’esame, affrontato da vero kamikaze, esplosi. Il prof. mi disse che mi avrebbe conservato lo scritto, e che l’appello seguente sarebbe stato verso la fine di Ottobre. Dunque, lunedì 18/10 avevo fatto tardi a lezione e non entrai per non prendere la cazziata, e bighellonando in quel tempo capitai proprio vicino al quaderno delle prenotazioni degli esami, e pensai "Già ca stò ccà, famm v'rè nu poc st’esame 'e Tecnica 'o prussor quann mett l'appell, ca chill ricett ca 'o metteva a fine mese". Aprii il quaderno e trovai il foglio di Tecnica, con la data: 19/10, ore 15:00. "Azz, 'o riciannov”, pensai. “E quand'è, ropp'riman? Anzi, no! è ddimane!! 'A facc' r'o cazz!” Ed andai a casa a studiare, a dare un’ultima ripetizione. Il giorno dopo l’esame andò più o meno una schifezza, e infatti presi uno schifoso di 23, ma non lo rifiutai perché tanto con la media andavo bene, per lo sbarramento. Eppoi non avevo mai rifiutato un voto prima, perché mai avrei dovuto cominciare proprio allora? Eppoi era destino che facessi l’esame quel giorno: se non avessi fatto tardi a lezione la vigilia dell’orale, non sarei andato a sfogliare il quaderno delle prenotazioni, e il giorno dopo non sarei andato a fare l'esame!!
Quest’esame era per la specialistica, ma me lo anticipai. Ed a questo esame è legato un episodio di Un Povero Soldato, quando questi spammò (il 7/10 di quell’anno) a tutti gli indirizzi di unisa.it una mail in cui si ritraeva pessimamente la Facoltà di Ingegneria ed il N.O. L’e-mail fu ispirata dalla prima lezione di questo corso. Quando la cosa venne piano piano a galla (nonostante la cura di non includere il prof. di quella lezione tra i destinatari!), Un Povero Soldato si fece avanti. Ecco perché il voto non fu 30. E questo è anche ammissibile, ma... ciò che non capii, è perché invece fu dato 30 a un gruppo che, nel preparare la sua tesina, si spartì in parti uguali le nozioni da esporre, ed ognuno sapeva la sua parte e null’altro. E questo emerse, all’orale, eccome! Ma... a loro 30.
Ultimo esame. Terza volta. La prima, il luglio scorso, un mero tentativo a valle di una sessione intensa. La seconda, il settembre successivo, quando avrei quasi meritato di prenderlo. Ora alla terza andai a colpo sicuro. Inoltre non capitai con l’assistente che nelle precedenti due occasioni mi tagliò, ma con un altro, noto per la sua maggiore accondiscendenza ad esposizioni non totalmente mnemoniche tratte dalla pallosa sbobinatura amatoriale eppur ben fatta che gira per la facoltà.
Finito. In 4 anni e una sessione. Cioè, finito per modo di dire, perché dopo la Seduta c’è la Specialistica, che ho già abbozzato seguendo gli esami e sostenendone anche uno. Però è comunque chiudere un ciclo, segnare una tappa, fare il giro di boa, scavalcare il primo orizzonte, mentre ti si profila dinanzi un altro percorso. Che sarà descritto in un altro Diario, spero al più presto.
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Piccola Penti
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Venerdì 19 Ottobre 2007 22:23
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E ho guardato dentro un'emozione / e c'ho visto dentro un gran dolore / e ho capito perchè non si comanda al cuore