Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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Alzarsi alle 5.35 di un 14 Agosto 2008 per andare a farsi una salutare corsa mattutina ma scoprire che qualcuno ha parcheggiato una Panda bianca davanti al mio cancello impedendomi di uscire dal mio giardino con la mia macchina per raggiungere la compagnia di questo mattino ancora giovane.
Sforzarsi di spostare a spinta la Panda lasciata aperta dal mongoloide del suo proprietario ma inutilmente perchè con il bloccasterzo inserito l'unica manovra che possa riuscirmi è un vano avanti-e-indietro dinanzi sempre al mio cancello.
Ammaccare con il ginocchio lo sportello di questa macchina del cazzo, inavvertitamente nello sforzo della spinta ma con il piacere poi di realizzare il danno provocato. Procurarsi un graffio (quasi un taglio) nello spingere l'auto con la spalla contro la portiera.
Rinunciare finalmente ad uscire con la macchina e, ormai già in tenuta da corsa, partire per un giro da solo, con in più lo spunto di un po' di rabbia. Avvertire subito lo sforzo e la fatica appena fatti contro quella Panda.
Attraversare via Materdomini (addobbata ogni anno di sempre meno bancarelle) a quest'ora ancora semi-deserta. Sfociare su via F.Ricco verso via della Libertà (guarda caso); uscire dai confini di questo comune di merda per mezz'ora di sport in solitario, non calcando a piedi le strade di Nocera Superiore nemmeno in questo periodo dell'anno che le puliscono dalle erbacce appositamente ed esclusivamente per la festa di Materdomini.
Ridirigersi verso casa; essere affiancato per cento metri di corsa da un'auto in cerca di posteggio presso 'e mmonache 'e Mat'rdommn, e rischiare di esser preso da quest'altro idiota al volante mentre accosta sulla destra senza vedermi. Picchiare con le nocche sul suo finestrino e mandarlo affanculo.
Scattare per uno spunto finale negli ultimi tre - quattrocento metri di corsa, tutti in discesa, da Materdomini verso "vascio'e'Irom". Riconoscere un traffico non indifferente di auto e pedoni e biciclette, quando sono soltanto le 6:45. Superare incolume l'incrocio davanti alla pompa di benzina allungata con acqua di Mattia, vedere dinanzi a me il rettilineo in discesa con l'unico marciapiede decente incontrato questa mattina, farmi finalmente duecento metri decenti a una media forse di quindici all'ora.
Imbattersi nel fiumiciattolo umano di gente che, venendo via dalla messa - la "Novena" - scende da Materdomini e si unisce ad un'altro rigagnolo, quello di (ancora poche) auto che s'insinuano negli esigui spazi lasciati dalle tante altre macchine parcheggiate in colonna su un lato della strada. Interrompere bruscamente quello splendido sprint finale: non c'è spazio per passare.
Dopo qualche secondo, infilarsi tuttavia nei microspazi, superare un punto di congestione, fare un ultimo scatto di cento metri, riconquistare casa.
Non aver nemmeno visto le insulse luci della festa che ogni anno montano su quei pali blu e bianchi piazzati nei dintorni di Materdomini una decina di giorni prima del 15 e, come ogni anno, portati via solo verso Ottobre - la "festa" sarà bella che finita già il 15 agosto sera.
Fare una doccia. Alle 7:15 fuori tuona la banda, suonante e fragorosa di percussioni e fiati, tamburi e tromboni. Immaginarmi inveire se, dormendo, questo fracasso mi avesse destato.
In accappatoio, rilassarsi davanti alla TV per guardare il finale di un DivX lasciato in sospeso: "F.F. S.S. cioè... che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene", ma dopo cinque minuti, sotto i Decibel dell'altoparlante ambulante in strada che accompagna i fedeli a cantare (sovrastandoli grandemente) "Madonna Nera", non sentire più una parola del film. Passato quest'altro fracasso, rimandare indietro il film e rivedere la stessa scena, stavolta sentendola, ascoltandola.
Dopo due minuti, rassegnarsi a mettere in pausa il film ed aspettare che una batteria di fuochi d'artificio esaurisca pure la sua carica di fracasso mattutino. Riuscire finalmente a finire il film.
Scrivere questo pezzo, sperare che la tendenza degli ultimi anni della "Festa di Materdomini" a scemare sempre più a partire dall'anno in cui le giostre furono interdette dalla piazza tenda velocemente al totale esaurimento, all'estinzione totale; sperare che il 14 e 15 Agosto 2009 non ci saranno pali blu e luci e strade pulite dalle erbacce e bancarelle e taralli e cd masterizzati e pesche e calcinculo e bracciali e cinture di cuoio e bigiotteria e zucchero filato e 'o per e 'o muss e istinti xenofobi e razzisti e marocchini e senegalesi e Tulimieri e compaesani e forestieri e caccia al posteggio e Panda e giostre e transenne e vigili anzi polizia municipale e colonne di credenti appresso a un simbolo e riti e messe e suoni e luci e fragori e abbagli e veglie e sveglie indesiderate o inutili.
Ridimensionare le speranze e sperare solamente di poter uscire entro stasera con la macchina dal mio cancello dove ora c'è ancora quella Panda di un qualche stronzo di merda.
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Pasquale
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Giovedì 14 Agosto 2008 14:04
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Giuseppe http://www.myspace.com/simpleraven
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Venerdì 22 Agosto 2008 16:48
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....... problemi?! ... qui non esistono problemi.... ... qui siamo tutti quanti uguali.... ... votiamo tutti berlusconi!