Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
Iscriviti per ricevere via e-mail le novità del sito
«L'idea che ho è che l'informazione in Italia sia una cosa indecente, a cominciare dalla televisione naturalmente... Cioè, che proprio ci siamo disabituati a sapere cos è l'informazione, ci convinciamo di aver capito una cosa quando il telegiornale ci spiega qualsiasi cosa stia succedendo in parlamento in questi termini. Ti dicono, per esempio, "scontro tra opposizione e maggioranza sul decreto legge Piripicchio, detto legge brodo", che ne so; approfondiamo, vedi il servizio, lo speaker del servizio ripete la stessa identica cosa, poi dà la parola ai politici che ti dicono "il Premier, dice, ci vuole compattezza"; i DS dicono "difficoltà ma non drammatizzare", la Margherita dice "un passo avanti senza strappi", Rifondazione dice "una legge per indebolire i ceti già indeboliti", Di Pietro "una vergogna nel caso in cui...", i radicali "una vergogna, punto", Forza Italia chiede le dimissioni del Premier, Alleanza Nazionale dice che è una legge che favorisce i clandestini, la Lega "è una legge criminale", l'Udeur "una trappola", gli Udc "ancora una volta si impedisce la crescita del paese".
E questo collage demenziale la chiamano informazione pluralista.
Ora, tu ti aspetti che tornano in studio e ti spiegano di che cavolo stanno parlando; e nessuno te lo spiega, cioè questa non è informazione, questa non è una cosa al servizio dei cittadini perchè a noi non ci hanno detto niente di quello di cui stanno parlando; hanno dato un pezzettino di spazio lottizzato ad ogni politico per rendersi visibile, perchè così poi noi quando andiamo a votare sappiamo chi è; cioè è pubblicità pura e semplice.
Quello che c'è scritto sul giornale non è diverso, perchè sì appunto, Repubblica e il Corriere della Sera per parlare dei più grossi, il "Rifoglista" è piccolo ma insomma, anche i giornali più piccoli funzionano allo stesso modo. Ci sono questi editoriali di questi editorialisti che sono autorizzati a indignarsi, che fanno dei "predicozzi" infiniti, con citazioni colte di tutti i tipi, sempre più spesso a sproposito perchè oramai non c'è più nessuno che li controlla, ce ne devi schiaffare almeno tre; [...] o ci metti un verso del Corano, un verso di Catullo, un aneddoto su Churchill e un'altra fesseria, cioè sono cose tanto per dire "io che parlo la so lunga, tu lettore non vali un accidente". Fanno la predica su delle cose che costantemente il giornale su cui scrivono smentisce; cioè se la predica è "basta con le polemiche sterili", il giornale avrà commissionato delle polemiche sterili apposta, se la predica è "basta col degrado culturale" quel giornale fomenterà il degrado culturale facendo sempre pubblicità alle cose più banali, più vendute, ai luoghi comuni, alle cose più conservatrici. Cioè in realtà i giornali e i giornalisti hanno un potere enorme, fingono di denunciare delle cose che invece fomentano, cioè producono realtà minacciando, come quando dicono "c'è pericolo che torni il terrorismo" e in realtà significa "continuate a rompere le scatole e torna il terrorismo e ci sarà la repressione della polizia".
Riotta, perchè siccome si è arrabbiato per una battuta del film dell'aragosta facendo una lezione sull'Espresso, su che cos è il giornalismo; una cosa che fa veramente ridere i polli, nel senso che cita tutti i suoi professori americani, dove ha studiato, che cos è il giornalismo, cos è l'obiettività, cosa sono i fatti, e dirige il Tg1, che è un telegiornale indecente; per esempio la notizia di Grillo, per dire, del V-Day, il Tg1 l'ha data... ha dato 29 secondi, ne ha dati altrettanti al matrimonio di Baldini, per dire, in fondo alla notizia, ha fatto un servizio infinitamente più lungo su due subacquei che erano stati sott'acqua per ben due settimane! Questo il giorno dell'8 settembre. E Riotta ci fa una lezione di giornalismo. Allora tutti i giornalisti che lavorano in Rai e che riescono a dirigere un telegiornale, io dico, sono lì rubando il posto a dei giornalisti veri, che proprio perchè sono giornalisti veri non riusciranno mai a diventare direttori di telegiornali, così come non riuscirà mai a diventare direttore di qualcosa una persona che ci capisce di qualcosa. Per questo l'indignazione di Grillo ha il suo senso.»
Intervento di Sabina Guzzanti; tratto dalla trasmissione "annozero" andata in onda il 20/09/2007
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Si accasciò come una coppia contro una scala reale