Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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Le mie personali (discutibili) opinioni sul mondo in cui viviamo e sulla società odierna.
Di ritorno dopo una piacevole serata, messa l’auto al suo posto (un piccolo capanno esterno provvisto di sola copertura) armeggiavo al cancello per serrarne il lucchetto. Abbassando lo sguardo a terra, proprio da sotto al cancello mi saltò all’occhio, nonostante la scarsa luce, un drappo bianco e verde. Il vento lo aveva un po’ arrotolato e un po’ spiegazzato in malo modo; la banda rossa era celata dalle altre due, ma riconobbi la Bandiera. Mi chinai per accertarmene: un tricolore, divelto dalla sua asta dal vento che, assieme alla pioggia, lo aveva stropicciato, e bagnato, e maltrattato. Arrotolato su sé stesso, si ritrovava sul bordo della strada, intrappolato in un angolino dove il maltempo l’avrebbe infangato e reso irriconoscibile, cancellandolo, annullandolo. Umiliandolo.
Feci una smorfia nell’appurare la condizione in cui si trovava. Provai dispiacere, tentai di sentirmi anch’io un po’ come lui: così pieno di significato ma ora… così avvilito. “Beh”, pensai. Poi mi rialzai, e volsi i piedi verso casa.
Dopo cinque passi mi voltai quasi di scatto, tornai indietro deciso, raccolsi la Bandiera,
'O mestier s'arrobb.