Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
Iscriviti per ricevere via e-mail le novità del sito

Questa è la massima serie di via Iroma, il Campetto, da me costruito nell'estate del 1999.
Sorge su una terra sul retro di una fabbrica di alcool, abbandonata da decenni: i figli di via Iroma ci vanno a giocare a pallone da oltre vent'anni. Il campetto però non è sempre stato come lo vedete qui sopra.
Infatti in passato esso era costituito solo dai pali per fare le due porte, e al più qualcuno di buona volontà ci metteva le traverse sopra; non c'erano mai state nemmeno le linee, che si individuavano "a occhio" durante la partita, e ciò era spesso motivo di liti e discussioni tra i giuocatori. Inoltre era barbara tradizione abbattere le porte alla fine della partita.
La svolta si ebbe nell'estate del 1999, quando decisi di regalare ai ragazzi di via Iroma (me compreso) un campo degno (o quasi) di tale nome; mi armai di pala e attrezzi vari e con l'entusiasmo di ragazzi e bambini feci anche le linee, le bandierine dei corner e persino la panchina! Purtroppo, neanche un'opera così ben realizzata poteva resistere tanto alla barbarie dei baldi giucatori: a farne le spese per prima, proprio nella partita inaugurale, fu la traversa di una porta che io stesso (non so come) schiodai con un forte tiro, sebbene il pallone fosse un semplice Supersantos! Ma non mi arresi così facilmente, rinforzai le due porte e, anche se non hanno mai avuto le reti, si poté giocare ancora per tanto tempo. Si continuava a giocare, per alcuni periodi anche tutti i giorni: il terreno di gioco, non propriamente regolare, con varie buche qua e là e l'erba che cresceva selvaggia nonostante le furiose cavalcate sulla fascia e le furibonde mischie in area, esaltava le già basse qualità tecniche e i controlli approssimativi dei giocatori. Nonostante alcune bandierine venissero spesso strappate o addirittura sradicate dalla violenza (o dalla barbarie) dei giocatori, non fu quello che mise fine alla vita del nuovo Campetto.
Infatti nell'estate del 2000, un anno dopo che lo avevo costruito, fu un altro evento che portò il Campetto nelle condizioni in cui ha sempre versato: un tale fu mandato con una ruspa a togliere l'erba secca per prevenire gli incendi, e con l'erba buttò giù anche le porte e tutto il resto. Fu questo che segnò la fine di un ciclo molto importante, seppur breve, del Campetto: io mi scocciavo di rifarlo e lasciai che ritornasse come era sempre stato.
Ma quest'anno qualcosa è cambiato: anche se io ormai non ci vado a giocare da un paio di anni, i ragazzi hanno preso (non so come e con quali autorizzazioni..!) le porte del Torneo di Materdomini (con le reti) e le hanno messe sul Campetto: anche se non ci sono linee né bandierine né reti e il pallone va a finire spesso in strada, sono convinto che il Campetto sarà il tempio del calcio per molte altre generazioni di calciatori della massima serie di via Iroma.


I ragazzi del Campetto nel giorno in cui fu completato.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
|
mario
|
-
Domenica 13 Gennaio 2008 20:36
|
|
Mister G http://misterg.mrw.it/
|
-
Venerdì 13 Giugno 2008 13:15
|
|
antonio
|
-
Mercoledì 09 Giugno 2010 12:24
|
abball mo, abball cu me, e si nun'abballamm bbuon nun 'o dong e nun 'o son, e si nu n'abballam ovèr nun 'o vec e nun 'o crer