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Il Barueri 2009/2010

Martedì 22 Giugno 2010 23:24 Calcio?!?
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Dalle ceneri dell'Ipatinga, squadra militata nei bassifondi del campionato Brazil League 2008/2009, nasce il Barueri: la squadra si presenta all'edizione 2009/2010 del campionato di "calcio a 6" organizzato dal campo Dream Soccer di Cava de' Tirreni. Il Barueri viene apparato dal presidente Roberto Sorrentino, con il coadiuvo di Antonio Gallo, e vede tra le sue file giocatori per lo più di Roccapiemonte. Si presenta, carico di speranze, la tarda sera del 28 settembre 2009, dove affronta nella prima giornata di campionato la stella in declino International, raccogliendo un sonoro 0-10. Da quel momento in poi, le sconfitte saranno una consuetudine man mano consolidata dalla quasi costanza dei risultati, dettata per lo più dall'incostanza di quasi tutti gli elementi nel rispondere alle convocazioni alle partite.

Infatti, nonostante la Rosa iniziale fosse costituita da ben 10 calciatori, tutti più o meno volenterosi di intraprendere i match, essa è andata come smembrandosi già sin dalle prime giornate di campionato, rendendo sempre un dilemma "apparare" allo stretto numero di 6 calciatori necessari per ogni partita. Infatti, ai più forti iniziò a decadere la voglia di giocare per via dei cattivi risultati della prima dozzina di giornate: e giacché si perdeva quasi sempre, essi si stancarono un po' di prestarsi in partite dall'esito quasi sempre scontato, rarefacendosi le loro presenze; e, perché sempre in meno uomini, si perdeva ancor di più, e ancor di più scemava la voglia di un po' tutti: come un cane che si morde la coda, il processo spontaneo di smembramento del Barueri porta il povero presidente a ricorrere sempre a nuovi, variegati innesti per apparare le partite; in complesso, sono oltre venti i diversi calciatori avvicendatisi nella Rosa.

Non va omesso che il disfacimento della squadra non fu ostacolato affatto da uno spirito di gruppo che fosse alcuno: magari fondato sull'amore per il pallone, o la voglia di divertirsi, o il credere nella causa comune, o magari su rapporti estesi di amicizia, no. Fanno eccezione pochi elementi fedelissimi, che costituiscono una sorta di nucleo stoico della squadra, e a cui si deve che il Barueri riesca a portare a termine la sua stagione. È grazie ad essi che questa squadra è sopravvissuta, pervenendo ad un periodo finalmente positivo del calendario, in cui le squadre ostili sono state più abbordabili e la classifica ha iniziato a sorridere al Barueri, permettendo ai biancoverdi di nutrire speranze non velleitarie per il podio della terza serie della Brazil League.

PORTIERI

CARMINE REGA

Valido estremo difensore, primo portiere della squadra. Possessore di santissima pazienza nelle partite in cui il Barueri lo mette in condizione di subire segnature a fiocchi, grazie ai più plateali svarioni difensivi o anche grazie a perfetti passaggi di qualche biancoverde in retroguardia, (dis)abile ad elargire il pallone allo svelto attaccante avversario. Coinvolto nell'avventura Barueri da De Simone, difetta nella disponibilità a giocare a sera troppo tarda, ed ha ragione: quando si gioca di sera al Dream Soccer, si rincasa all'una di notte; inoltre accusa una sfortunata predisposizione ad ammalarsi; è però  da apprezzare la sua assidua presenza nelle partite della domenica mattina. Negli incontri in cui la nostra squadra riesce a conquistare la vittoria, le sue performance tra i pali sono spesso determinanti. È memorabile, tra l'altro, la sua eccezionale prestazione contro l'ostico Portoguesa, squadra avente all'epoca il doppio dei punti rispetto ai nostri biancoverdi: Carmine abbassò perentoriamente la saracinesca della propria porta, permettendo al Barueri di ottenere un prodigioso pareggio per 1-1, e mostrando così di che pasta è fatto un Numero Uno.

GIOVANNI SINISCALCHI

Di singolare personalità, resiste nell'ambiente Barueri fino al dicembre del 2009, collezionando 6 presenze tra i pali e condividendo la prima vittoria stagionale contro la Juventude. Esaurita la sua pazienza verso quell'ambiente semianarchico, abbandona totalmente la causa Barueri; sembra sia poi entrato in una setta per tentare di venerare il Calcio vero, sovente negatogli dalle squadre di cui entra a far parte. È noto per i suoi virtuosi rinvii di esterno destro, per le sue massicce vestizioni multistrato contro i rigori delle partite invernali, per buona predisposizione alle prodezze tra i pali. Insomma, durante la sua frequentazione, il Barueri ha sempre potuto contare su un'ottima riserva.

LUCIANO IPPOLITO

Trascinato tra i pali da De Simone allorquando Carmine fosse indisponibile, Luciano non è un vero e proprio portiere di ruolo, ma quando viene schierato in porta fa sempre la sua porca figura, garantendo sicurezza ai compagni. È un vero e proprio amuleto: quando interviene alle partite, il Barueri vincere quasi sempre. Dotato di ottimi riflessi, acquisiti in 14 anni di karate con conseguimento del II Dan, si sacrifica con estrema pazienza quando il sabato sera gli chiedo gentilmente una performance, per il mattino seguente, a difesa della rete biancoverde.

DIFENSORI

ANTONIO MANCUSI

Giocatore dalla frequenza labile alle partite, è dotato di buoni polmoni e una certa ostinazione all'inarrendevolezza: anche quando il Barueri è sotto dei peggiori punteggi, lui lotta sempre. La sua stagione è però condizionata da un infortunio alla caviglia. Inattaccabile dallo strano ambiente che regna in squadra, offre sempre grinta e determinazione. Buon critico a fine partita.

 

SALVATORE VITALE

Autentico giovane talento del Barueri, Salvatore è dotato di qualità atletiche, tecniche nonché di grande duttilità: si è dimostrato un eccellente difensore, ma anche un buon costruttore di gioco e perfino un grande finalizzatore offensivo: vanta un ottimo bottino di segnature, nonché uno dei 4 gol più belli del Barueri: nella partita con il Botafogo, dopo aver saltato un uomo con un sombrero, da centrocampo e al volo lasciò partire di destro uno spiovente che trafisse l'estremo difensore avversario sotto l'incrocio dei pali. Purtroppo le sue performance si abbattono drasticamente con l'inizio dell'anno solare 2010, per due cause: i problemi alla schiena ed il conseguimento della patente di guida, che gli apre evidentemente la prospettiva della bella vita notturna e mette in secondo piano l'amico Pallone. È inoltre uno dei comprensibili sfiduciati nella causa Barueri, che abbandona gradualmente sul finire della stagione: dopo aver collezionato un gran numero di presenze, i suoi problemi fisici, le sue serate prodigiose e la carenza di risultati sentenziano la fine precoce della sua grande stagione.

VINCENZO CALIFANO

"Vecchio saggio" della squadra, compagnone di spogliatoio, difensore arcigno e affidabile, ottimo in fase di impostazione. È l'autore del primo gol stagionale del Barueri, atteso per ben tre giornate e giunto in occasione della prima vittoria. Il suo prezioso apporto inizia a diminuire di assiduità meno verso metà stagione, a causa di qualche infortunio e degli impedimenti del lavoro; le sue presenze cessano poi del tutto con l'imminenza della sua coniugazione. Ma ogni suo ritorno in campo è stato e sarà sempre ben accolto.

 

MARCO MANNARA

Formidabile pedina difensiva, viene soffiato al Santa Cruz a parametro zero sul finire di stagione, costituendo così un grande rinforzo per l'ultima tornata di campionato, quella di serie C. È dotato di eccezionale statura e lunghissime leve, che ne fanno un difensore insormontabile ed un contropiedista letale. Speranza del Barueri.

 

COSTANTINO VIVIANO

Difensore dotato di buone qualità tecniche, dopo poche presenze nella fase invernale del campionato esaurisce la sua pazienza per il Barueri, nel periodo di alta tensione nello spogliatoio. Compagnone in campo e fuori, pur essendo affamato di calcio e partite, dice di "no" ad un ambiente rivelatosi spinoso. Smette le partite in biancoverde in occasione della vittoria con il Santos, firmando anche una rete. Spensierato.

SABATO DE SIMONE

È dotato di una strana personalità che gli fa altalenare il livello delle performance in campo dallo schifo all'eccelso. Dopo mezza stagione da spettro in mezzo al campo, con l'inizio dell'anno solare 2010 si raddrizza però in una crescita costante. Non si esime dall'esporre le sue più aspre opinioni nello spogliatoio circa l'andamento della squadra:  giunge così alla rottura con il Barueri. Ma, senza perdere affatto la fede nella causa comune, supera con misericordia lo scontro e ritorna in squadra; indifferente agli attriti, è parte del nucleo stoico biancoverde. Assiduo alle partite, è autore di 2 dei 4 gol più belli del Barueri: il primo contro l'International in Coppa d'o Rey, quando parte dalla propria difesa, scarta 4 avversari e, steccando la conclusione a rete, mette involontariamente a sedere pure il portiere, entrando poi in porta con tutto il pallone; il secondo contro il Coritiba in serie C, quando azzecca un grande pallonetto dal cerchio di centrocampo, raccogliendo per la seconda volta gli applausi di compagni, avversari e spettatori presenti.

CENTROCAMPISTI

ANTONIO GALLO

C'è chi dice sia Talebano o forse degli Emirati; ma Antonio Gallo è semplicemente il Calciatore per eccellenza del Barueri. Autentico faro, illumina il gioco ai compagni con la sua sapiente regia; sovente acceca gli avversari con ottime giocate in ogni parte del campo e affondi in rete. Il naturale corso degli eventi lo elegge leader della squadra; sale sul trono di cannoniere dei biancoverdi nella Regular Season. Subisce uno stop fisico sul finire della stagione, ma quando tutti disperavano oramai per il suo apporto in campo, riprende vigore e riguadagna il campo in tempo per la serie C. Nonostante debba affidare la tenuta delle sue caviglie al nastro isolante, la sua costanza alle partite è preziosa: Antonio è un inscindibile protone del nucleo del Barueri.

DANIELE GENTILE

Come Viviano, deve a De Simone il suo coinvolgimento nel Barueri, e anche lui se ne stanca presto per via dell'ambiente carico di pressioni, dovute a qualche compagno troppo esigente, nonché al sempre attento occhio della telecamera della Brazil League. Si dice che Daniele e Costantino meditino le più sadiche vendette verso chi li ha trascinati in questa ruvida avventura...

CARMELO MINNI

Veterano del calcio, pedina fedele. Presenzia affabilmente il Barueri, sia nei periodi più bui che nei rari bagliori delle vittorie: per lui il calcio è puro svago, e probabilmente ha ragione. Scompare dalla scena con l'avvento della serie C, proprio quando il Barueri è in trend finalmente positivo: inspiegabile.

FRANCESCO COPPOLA

Giocatore duttile ed operaio; molto ordinato in campo. Colleziona solo due gettoni di presenza: dopo una rete personale in una delle rare vittorie del Barueri al suo esordio positivo contro l'Atletico Mineiro, condivide una pesante sconfitta contro la Fluminense che lo fa esimere dall'offrire ulteriore apporto alla causa del Barueri. Umile.

GERARDO LAMBERTI

Jolly giocato da De Simone solo nelle partite di grande emergenza formazione, si schiera tra i biancoverdi un paio di volte, trovando la vittoria nel suo esordio, ma raccogliendo successivamente anche una sconfitta, in cui si distingue con due reti. È un ottimo giocatore in tutti i ruoli: difensore, fantasista, attaccante, incontrista. Si fa notare anche per qualche scaramuccia con qualche avversario a cui fa prendere svariate "cento lire".

SIMONE SASTRO

Grandioso acquisto messo a segno dal presidente Sorrentino per la tornata finale di stagione, con la decisiva serie C e le possibilità di premi che offre. È un giocatore funambolico palla al piede, in grado di tener palla sin da centrocampo ed entrare in porta, ma non senza 4 minuti fissi di "machinette" personali palla al piede, durante i quali scarta ciascun avversario dozzine di volte con i più svariati colpi di tacco, rabone, doppi passi, colpi di testa, di spalla, d'inguine, di ginocchio, di chiappa, di pube e di ano: viene presto soprannominato "Ibra-Sastro". Dispone anche di un ottimo tiro da fuori e non mostra mai stanchezza nell'inseguire l'amato pallone anche nelle partite più torride. Queste caratteristiche lo conducono alla conquista del titolo di capocannoniere indiscusso di tutta la Serie C: è in grado di realizzare anche 7-8 goal in una partita sola, e grazie a lui il Barueri può ben sperare di ottenere il podio della C. Ama depositare il pallone in rete con la lingua o con il lobo dell'orecchio.

ATTACCANTI

ROBERTO SORRENTINO

"Una telefonata allunga la vita del Barueri" si pensa sia il suo motto: cornetta alla mano, è lui a decidere a chi spetta di scendere in campo per il Barueri ogni settimana. Ovviamente lui si auto-telefona sempre: nonostante corra il costante rischio di infortuni per smontaggio di svariate articolazioni, è il giocatore più presente. Regolamenta con cinismo l'ambiente, depennando con spietata impassibilità i calciatori che non ritiene utili per la Rosa, salvo poi ritrovarsi in emergenza formazione ed essere disposto a tutto per apparare: timoniere facinoroso. È noto per i suoi assist, indiscriminatamente per compagni e avversari; si mette in evidenza con i suoi tiri di punta, unico gesto tecnico che ancora non mette a repentaglio la sua incolumità.

LORENZO CARBONELLI

Presenza aleatoria della squadra, compare di tanto in tanto in campo, ovvero quando non ha da fare come allibratore per gli eventi sportivi, anziché giocare lui stesso. Il suo ruolo in mezzo al campo è tutt'ora un intrigante mistero.

GINO LANZARA

Eccellente attaccante, giocatore sopraffino, anche lui viene sottratto al Santa Cruz a parametro zero insieme a Mannara, con il quale costituisce una sorta di "pacchetto unico". Il Barueri punta molto sulle sue presenze per centrare l'ambito terzo posto di serie C. Quando in campo, cosparge gli avversari di emicranie.

ANTONIO PETTI

Centravanti di razza, attaccante formidabile, è l'ariete della squadra per molte giornate, seppur non molto fruttuose sul piano dei risultati. Vanta un'altissima media gol ma, purtroppo per il Barueri, anche lui non eccelle in assiduità; così i biancoverdi non capitalizzano in classifica il suo altissimo potenziale offensivo. Nelle partite a cui prende parte, si ritrova in squadra con giocatori spesso eclettici, le cui qualità in campo devono suscitargli per forza almeno qualche perplessità; francamente non ho mai capito se sotto la sua chioma bionda fiorisse il germe della pazienza per scendere in campo con una simile squadra di sciarmati, o se si celassero le più iraconde maledizioni nel realizzare cosa contenessero le casacche verdi dei compagni. Fatto sta che sul finire di stagione accusa anche lui dei problemi fisici, che sanciscono la fine della sua avventura nel Barueri. Sprecato. È autore di uno dei 4 gol più belli del Barueri: contro il Botafogo, finalizza veementemente un'azione di contropiede, avvistando il portiere avversario fuori dai pali e trafiggendolo da dietro il centrocampo, di destro, con una saetta spiovente che s'infila nel sette.

MAURIZIO LAMBERTI

Consanguigno di Gerardo, interviene un'unica volta, mettendosi in evidenza in attacco per le sue eccelse qualità tecniche, perfino più di suo fratello: dopo un primo tempo con il Vitoria Ba in cui l'eterogenea formazione improvvisava gioco, nella ripresa approfitta dell'equilibrio di squadra raggiunto e marca due gol spettacolari. Tuttavia non si concederà mai più al campo: le partite del Barueri cadono, fatalmente, sempre la domenica mattina, figlia del sabato e delle sue notti lunghe.

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    Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta. Non m'importa nient'altro. Per quei dieci secondi, io sono libero.    
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