27 Giugno 2008, ore 21:15, stadio Arechi.
Noi ci saremo.
Si è formata proprio una bella combriccola, per quel giorno, per vivere insieme le emozioni che un concerto del "compare" (come lo chiamano due amici) saprà darci.
Alla vigilia dell'apertura delle prevendite, con un rapido ed efficace giro di telefonate avevo raccolto un piccolo capitale di circa 300 euro, che la sera stessa affidai all'amico "matangha" (quel giorno non potevo recarmi io di persona al punto Ticket One). L'indomani alle 10:30 i biglietti erano già belli che comprati, nonostante al "matangha" per un attimo "s'abbuffai 'a vena 'nfront" perchè l'inesperto dietro al bancone l'aveva schiaffeggiato con un erroneo "mi dispiace ma sono finiti", subito smentito dal vero banconiere che elargì alla fine i nostri primi 8 biglietti: davvero un bel ventaglio da ammirare, la sola vista mi faceva già un po' immaginare quel venerdì di fine giugno.
Già, perchè anche se per molti di noi non sarà il primo concerto, sarà invece la prima volta tutti insieme; e dovremo trovarci in prima fila, in quel primo anello sotto al palco, col petto quasi schiacciato contro la transenna dopo un pomeriggio di attesa snervante, probabilmente sotto un sole implacabile tra qualche gavettone rinfrescante, ad aspettare che lo stadio si riempia alle nostre spalle, respirando con crescente tensione fino al tramonto, quando il crepuscolo ci farà intuire quanto sia imminente l'inizio dello spettacolo. Chissà se partirà con una canzone dal nuovo album o con un pezzo storico, se con un graduale crescendo come "Un gran bel film" di tre anni fa e "Basta poco" dell'anno scorso, o se con uno schianto improvviso, un'esplosione di luci del palco e musica della band prima che il Komandante appaia sul palco ad intonare i primi versi, infiammando uno stadio pieno di gente e voglia di cantare, saltare, volare sul palco con i propri occhi, ora pieni dell'energia di canzoni come Rewind o Gli spari sopra, ora quasi a versare una lacrima per Sally o Canzone; con ognuno di noi, lì sotto, sguardo all'insù, spalla contro spalla, le nostre voci nella sua, accompagnandolo attraverso pezzi immancabili come Stupendo, Siamo solo noi, Un senso, Vivere, Vita Spericolata, e trafitti dalla sorpresa e dalla gioia quando la tua canzone più intima ti scuoterà il cuore con vibrazioni così... così toccanti, perchè... perchè tu hai un legame unico proprio con quella canzone: lei ti ricorda una storia, una persona, un'emozione: in lei hai riposto le tue più segrete speranze di sentirla questa sera, e sai che quando sulle prime note stenterai a riconoscerla, il tuo cuore... ...si fermerà... ...per poi riprendere a battere così forte da squarciarti il petto, tanto da uscirne fuori, e non sarà più la tua voce a cantare ma proprio quella del tuo cuore. Il tuo cuore... questa sera urlerà quello che ogni giorno ti sussurra: Gli angeli, Un gran bel film, Incredibile romantica, Senza parole, Ridere di te... Ogni volta... una di queste canzoni è, per ognuno di noi, una voce sottile ma sempre presente nelle nostre giornate: ce la portiamo sempre dentro, tra le cose più preziose, e questa sera sembrerà un sogno poterla sentire a due passi da chi riesce sempre a indovinare i nostri sentimenti e renderli canzoni. Vivere questo momento, condividerlo con persone davvero speciali - da questa sera ancora di più - sembrerà un sogno... e se è davvero un sogno non svegliamoci... continuiamo all'infinito questo concerto, non arriviamo mai ad Albachiara, vogliamo infinite sorprese! La dolcezza di Va bene, va bene così... l'irriverenza di Colpa d'Alfredo... l'amarezza di Io no... la violenza di Ieri ho sg. mio figlio... la tristezza de Il mondo che vorrei... il ricamo di un nuovo Medley... gli "indiani!" di Per quello che ho da fare faccio il militare!... la delicatezza di Tu che dormivi piano... la lucidità di Se è vero o no...
Oggi mancano cento giorni. Dal quel 7 febbraio (un giovedì per me... particolare...) in cui comprammo i primi biglietti, la nostra combriccola si è allargata: da che eravamo io, Pasquale, Alfredo, Anna, Alfonso, Rosaria, Nadia, Sabrina e Teresa, abbiamo (...ho) procurato (con qualche peripezia... erano quasi finiti!) i biglietti anche a Enrico ed Alessandra, e poi a Stefania, e per finire a Valentina... ...e ancora a Gerardo & Alessandra2. Siamo proprio un bel gruppo, e numeroso. Per questo, dopo queste righe così carine che ho buttato giù per cercare di capire (e farvi capire) cosa potrebbe essere questo concerto, cambio un attimo bruscamente tono, per dirvi una cosa.
Guagliù. Questo è il mio 4° concerto di Vasco. Né io né voi siamo mai stati col petto contro la transenna in prima fila, e non ci siamo mai stati con tanti buoni amici. Quindi: prestatemi cieca obbedienza per andare presto allo stadio, e non ve ne pentirete; fate tardi, ed io vi lascerò indietro (anche se poi me ne pentirò). Vi aspetto a casa verso mezzogiorno per pranzare assieme e poi assieme partire. 100 giorni di preavviso mi sembrano sufficienti a rendere i ritardatari indegni di essere aspettati. Del resto voi conoscete la mia cazzimma, pensateci bene: sarei io mai capace di andarmene presto anche se questo significasse da solo? (vedi Bari...)
e dopo i complimenti ti rammento che dobbiamo formattare il mio pc!!!!!
ahahahaha
buona giornata
Kate
...mentre Annarella ha snobbato di andare nel prato... Rimpiangerà quell'ultimo biglietto sinora rimasto?