Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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Sto troppo preso!! Non riesco a pensare che all’indomani, ai preparativi per la partenza, all’attesa, alla serata! Non riesco a stare senza far niente, ma non riesco nemmeno a fare qualcosa senza distrarmi subito. Per fortuna la sera libero la tensione in una mega-partita di pallone (vinciamo con 10 gol di scarto)...
...così la mattina del grande giorno, atteso da “cento” e passa giorni, sono calmo, lucido, razionale, determinato: devo organizzare finalmente questa spedizione e costringere, pressandoli, tutti i membri della squadra a non cumulare ritardi.
Saluta il risveglio una telefonata del Secco: non dovrò andare a prenderlo a casa perché qualcun’altro lo accompagnerà da me per il pranzo-pre-partenza. Così scendo un attimo per prendere l’auto e fare una indispensabile (soprattutto per pressare) ricarica al cellulare, nonché prelevare Valentina. Alla quale, appena salita in macchina vestita quasi identicamente a me (pantaloni verdi e maglietta bianca per entrambi) non dimentico di chiedere “Hai preso il biglietto?”
“Uuuu, ho dimenticato la cosa più importante!!” Alla volta di casa mia, prendiamo Sabrina a Roccapiemonte e raggiungiamo il mio (il “nostro”) sottotetto, dove apparecchiamo una tavola veloce veloce con migliazzo e polpette, vicino a un provvidenziale ventilatore per rinfrescarci in questo mezzogiorno di fuoco. Verso le 12.30 arrivano Pasquale (in moto) ed Enrico; poi Alfredo, incredibilmente, qualche minuto prima delle 13 (orario per il quale mi aveva detto di stare a casa mia con Anna) mi telefona per...
farsi davvero andare a prendere: è puntuale. Davvero incredibile... scendo di nuovo mangiando una polpetta, e sotto casa sua faccio notare a lui ed Anna che in qualche modo pure loro si stavano scordando i biglietti a casa! Dopo un quarto d’ora per le loro "provviste" siamo tutti da me, quasi come previsto: io, Valentina, Sabrina, Enrico, Pasquale, Alfredo ed Anna. Alessandra ci aspetta per le 13.30 sotto casa sua: questa mattina mi aveva telefonato, esponendomi insulse (nonché per me irrilevanti) esitazioni circa l’orario torrido per il quale dovevamo stare allo stadio, ma avendole fatto capire (ed era proprio vero) che sarei stato spietato nel lasciare indietro ad arrangiarsi chiunque esitasse, si capacitò a tenere i suoi dubbi per sé e a seguirmi come gli altri.
Chiudo tutto, sparecchio in fretta, presso le donzelle che usufruiscono del bagno affinché facciano in fretta; alle 13:45 partiamo, con solo 1/4 d’ora di ritardo rispetto alle mie previsioni.
Il ritardo si dilaterà un altro po’: essendo Pasquale venuto in moto, ignorando che poi ci sarebbe servita anche la sua macchina per andare all’Arechi, questi ha dovuto fare tappa a casa per prendere la sua Punto e gli abbeveraggi che aveva preparato; nel mentre, la mia 147 faceva la sua stessa strada con ben sei passeggeri nell’abitacolo:
io alla guida, Alfredo seduto pressappoco sul freno a mano ed Enrico sul sedile destro (quasi in “assetto da Multipla verso Bari” un anno fa); dietro Sabrina, Anna e Valentina. Una volta a San Giorgio dobbiamo aspettare Pasquale con la sua macchina, ma nel mentre devo recuperare, come degli scolaretti bighellonanti, Alfredo ed Enrico nel bar Oasi dove avevano vagato per “una birretta”, andando contro la mia precisa direttiva di non perdere tempo in tappe inutili e dispersive: e minacciando Alfredo che per quella loro insubordinazione meriterebbero un calcio punitivo negli stinchi “alla Sebastiano”, li strappo al bancone e li riporto sotto al sole, dove poco dopo finalmente si parte: Pasquale, Enrico ed Alfredo nella Punto; io, Valentina, Sabrina ed Anna nella mia Alfa, con l’aria condizionata come si deve. Prelievo rapido di Alessandra che opportunamente ci aspettava già giù (era pronta da una mezz’ora!!), prendiamo l’autostrada a San Severino e in pochi minuti siamo a Fratte, dove aspettiamo la Punto raggiungerci dopo un cinque minuti. Tangenziale, uscita Mariconda, piccola deviazione per prelevare Rosaria che si fa trovare anche lei pronta: la mattina mi aveva telef... in realtà si era fatta telefonare, e con le mie serie minacce di non aspettarla aveva capito che le conveniva smontare dal lavoro prestino. Parcheggiamo finalmente presso il Medusa; alle 14:45 circa siamo ai piedi dell’Arechi: 3/4 d’ora di ritardo sulla mia previsione, si poteva fare meglio ma anche peggio.
Però perdiamo ancora una buona mezz’ora perché c’è chi deve andare al cesso, porca puttana; così, dopo che qualcuno
di noi si è comprato un cappellino fuori allo stadio, andiamo nel bar di fianco al cinema, dove per il bagno c’è una fila esagerata... E mentre io sto seduto fuori al tavolino, lumo nervoso ogni singola persona che esce dal bar, pensando ogni volta che fossero i nostri ad aver oramai versato, ma... niente, c’è da aspettare ancora. Dopo un diversivo dietro a un bancone di Jack, ecco che ci siamo davvero tutti; li invito con convinzione a muoverci e metterci in fila che tra poco aprono i cancelli! Ma... dopo pochi metri verso lo stadio... stento a credere che due hostess su rollerblade, cadendo a ripetizione giù per una rampa, attirano l’attenzione di Enrico che le aiuta a raccogliere i loro insulsi volantini: dopo qualche attimo di esitazione le raggiungo anch’io; e non con propositi di caccia, ma per esaurire prima quel quantomai inopportuno intrattenimento. Finalmente rigiriamo i piedi verso i cancelli, ma no! Pasquale c’hadda fa ‘a foto di gruppo con lo stadio dietro cu’ l’autoscatto!
Facimm ‘sta foto, pochi metri ancora, ultimissima e rapida tappa per comprare delle fasce su una bancarella e... finalmente ci uniamo alla consistente folla di corpi sudati, più o meno come noi, in attesa davanti al primo varco.
Passa un sosia di Vasco, Enrico subito svolazza per cercare di farsi una foto con lui.
“Guagliù – dico convincentemente – ma ‘o vvulit capì che imma fa ‘a fil? Ccà s’ ‘mbizzn e prdimm ‘o post, si continuate a ffà ‘e sciem!”
Forse a queste parole la combriccola di 9 finalmente riesce a focalizzare l’obiettivo e si accatasta dietro di me. Dopo una decina di minuti aprono il cancello, in un'altra decina lo varco, io per primo ovviamente, aspetto qualche minuto che gli altri 8 mi raggiungano dopo l’ingresso, eccoli tutti, ma... questo era solo il primo varco! La fila si ripete, più terribile ed agonistica, al vero ingresso per il prato: i corpi ammassati verso quell’imbuto a tre cancelli sudano e si accalcano e schiacciano e premono da dietro; la ressa renderebbe impossibile cadere anche alzando tutt’e tue i piedi da terra: ci circondiamo, ci puntelliamo, ci sosteniamo vicendevolmente, annullando per davvero la forza di gravità.
Non oso immaginare come facciano quelli più bassi a respirare in quell’atmosfera povera di aria anche di seconda mano... ...io dal mio metro e ottantadue non ho debiti d’ossigeno: in quel quarto d’ora prima di raggiungere il cancello non concedo nemmeno un palmo alla concorrenza, mi infilo perbene negli spiragli, spingo e respingo; a un certo punto sento Enrico da dietro “Sabatì, si’ Dolomitico!”
Finalmente mi strappano via il talloncino dal biglietto: sono dentro! Mi volto indietro e... sono da solo! Solo dopo cinque minuti di attesa inizio a scorgere Alfredo, Anna e Sabrina, con i quali continuo ancora ad attendere gli altri attardati; ma gli agenti ci pressano perché “non si può restare qui, dovrete aspettare gli altri più avanti”. Dopo qualche minuto ancora sbucano, ci siamo tutti di nuovo, per ultimo finalmente Enrico. “Dolomitico” 'o cazz, se poi devo strascinarmi ‘sta zavorra per varcare i cancelli!
Passiamo senza problemi l’ultimo varco (quello “di controllo”), dopo il quale scendiamo dalle gradinate della curva e conquistiamo il prato; il palco ci fronteggia ma io non lo guardo nemmeno con grande attenzione: mentre tutti gli altri sembrano esitanti, un po’ smarriti e barcollanti o forse già paghi solamente per essere allo stadio, io li direziono ancora verso l’ingresso del primo anello, sul lato destro del palco.
Così, centro metri dopo entriamo nella “gabbia”. Quella dove ci stanno solo le transenne, tra noi e il Palco. Troviamo subito un largo libero, ci sediamo, ci piazziamo, prendiamo posto: la passerella destra (anche quest’anno il palco ha due passerelle a forma di abbraccio che avvolgono il pubblico) è lontana meno di uno sputo! ...Ce l’abbiamo fatta: siamo in prima fila. AssafaDdij.
Mò sììììì! Stiamo tutti tranquilli... il sole si vela con qualche nuvola e non coce troppo sulle nostre teste; abbiamo acqua ed abbeveraggi in abbondanza, parliamo, ci facimm ‘o ragiunament, ovviamente c’è Cesco che ogni tanto prepara anche se lui poi non consuma (ebbravo). Scattiamo foto, ci guardiamo intorno, ammiriamo il palco, quant’è vicino: com’è lucido il metallo delle transenne! Enrico, dal suo grandioso look dai capelli ricci, la mia fascia di Vasco Live 2007 sulla fronte e occhialoni da sole alla “Siamo solo noi” del 1981, appena entrati nella “gabbia” si è subito sbilanciato, dicendo: “Imma ringrazià a Sabatin se stiamo così vicino!”
Prego.
Ora si sgranocchia, si mangiucchia (veramente Alfredo magna proprio, il panino di Enrico), si fumacchia, si beve, ci si bagna, si osserva lo stadio riempirsi piano piano. Il palco mi sembra meno mastodontico dell’anno scorso, dove c’erano 10-15 schermi: ma quest’anno la scelta di rivolgere centinaia di specchi verso il pubblico di Vasco è inequivocabile: siamo noi, il pubblico, ad essere l’anima dello spettacolo, siamo noi a doverci vedere su quel palco. Che, con la forma cilindrica del suo sfondo dietro la band, mi sembra proprio un vasetto di Nutella da 750 grammi! Soprattutto con quell’anello circolare sulla sua sommità, che sembra proprio il tappo della Nutella!!! hehe!!
Ore 17.30 circa: sorpresa! C’è Diego Spagnoli vicino a noi, proprio al di là della transenna. Disponibilissimo, si lascia scattare foto, rilascia autografi sui nostri biglietti (anche se qualcuno tra di noi chiedeva “ma chist chi è?”). Resta qualche minuto, sembra proprio tranquillo; poi scompare dietro il palco, che stasera gli vedremo calcare durante la presentazione della band... Intanto prendiamo un po’ di confidenza con l’addetto alla sicurezza che passerà tutto il pomeriggio e la serata davanti a noi: ci facciamo una chiacchiera, gli offriamo dell’acqua bella fresca, nonché quell’aperitivo rosso, che tornerà a gradire a più riprese nel corso di tutta la giornata.
Poco dopo, qualche goccia d’acqua viene giù a rinfrescare l’atmosfera: tiriamo fuori degli ombrelli che credevo fossero serviti contro il sole, che invece è piuttosto clemente, questo pomeriggio! La pioggerella dura un cinque minuti, giusto per darci un po’ di sollievo, e non farci preoccupare per un nubifragio!
Ma di preoccupazione pensa a portarcene un bel po’ un tale delle Gdf in borghese: in cambio si prende il Cesco, reo di indossare della cioccolata fondente (non sua) nei calzoni, e se lo porta via da noi. Rimaniamo tutti un po’ di
sasso e ammutoliti: a nulla valgono i tentativi delle ragazze di dissuadere la fiamma gialla dall’ardere sul Cesco, che deve seguirli suo malgrado, nostro malgrado. E ironia della sorte, dopo pochi minuti inizia la parte teoricamente più divertente del pomeriggio: le ragazze di RDS salgono sul palco lanciando gadget al pubblico, da dove molti come risposta lanciano loro acqua dalle bottigliette, bagnando le loro t-shirt e rendendo ancora più evidenti le loro forme, che non esitano a esporre sculettando provocantemente... però all’intrasatto comunque il pensiero torna al Cesco: la sua assenza dura un quarto d’ora, mezz’ora, tre quarti... lo stadio si riempie, il palco inizia a vivere, anche con le esibizioni di alcune band, ma noi si è ancora in otto: e se il concerto iniziasse e il Cesco ancora non si fosse fatto vivo?? Che ci siamo venuti a fare se poi si ‘nguasta ‘a iurnata così?
Ma eccooolooo!!! Dopo circa un’ora di assenza, il “Cesco” torna nella gabbia, si unisce di nuovo a noi... io lo sapevo che le fiamme gialle avevano trovato pane durissimo, ultrasoleticcio per i loro denti: se per assurdo avessero preso me, io non avrei saputo per niente difendermi o almeno piagnucolare, niente... ma il “Cesco” no, lui è pesante... se con noi amici è sempre così logorroico e assillante e pesante e pressante, beh questo un risvolto positivo dovrà pur averlo!!! E se lo sono sorbiti questi gdf, che non sono riusciti che ad appioppargli un verbalino, per giunta redatto coi piedi.
Regaliamo al “Cesco” la manona gonfiabile RDS che siamo riusciti ad afferrare quando quei culi ancheggianti ce ne hanno lanciato dal palco poco prima. Menomale, l’umore sale di nuovo... giusto in tempo, perché sono le 19.30 e stanno per arrivare gli altri.
Già, perché sono 100 e passa giorni che si è organizzata questa combriccola di ben quindici... e noi si è ancora solo in nove. Così, esco dalla gabbia assieme ad Alessandra e Sabrina per accompagnarle ai bagni chimici ed ecco che, appena messesi a fare l’enorme fila, le lascio un attimo da sole perché mi telefona Nadia, con la quale mi accordo per incontrarci presso il calcio d’angolo destro. Dopo cinque minuti compaiono: Stefania, Nadia e Teresa sono all’Arechi. Proprio in questo momento mi telefona Gerardo: è già sul prato, e dopo alcuni minuti che non riuscivamo a sentirci per telefono perché la musica del pre-spettacolo pomeridiano era un tantino alta, finalmente ai bagni chimici ci troviamo anche con lui ed Alessandra2!
Ora però devo farli entrare nella gabbia con noi. Inizio da Teresa e Stefania: andiamo verso la gabbia; io che (come Alessandra e Sabrina, intanto in fila ai chimici), ho già il bracciale verde per poterci rientrare, le faccio aspettare fuori e dopo cinque minuti torno con dei bracciali per loro, datimi dagli altri rimasti dentro: sono un po’ stropicciati ma dovrebbero incollarsi ancora: ad ogni modo Teresa ha addirittura della colla con sé...! Ma prima di entrare solo noi tre, raggiungiamo di nuovo Gerardo, Alessandra2 e Nadia ai chimici, dove con grande tempismo Sabrina e Alessandra hanno appena usufruito dei bagni dopo la massiccia fila! E allora siamo già pronti per provare ad entrare tutti nella gabbia. Però non abbiamo braccialetti per Gerardo, Alessandra2 e Nadia. Tentiamo lo stesso di passare: Alessandra2, in mezzo alle braccialettate Alessandra e Sabrina, passa inosservata ed entra. Stefania e Teresa passano senza problemi grazie all’equipaggiamento datogli da me; Nadia, che mi camminava vicino avendo almeno io il bracciale, all’improvviso si stacca inspiegabilmente da me, affronta il varco troppo isolata e disinvolta e la sgamano, facendola ri-uscire fuori; a quel punto Gerardo non tenta nemmeno più di entrare, per non rischiare e per non lasciare Nadia fuori da sola. Ma, dentro, io e Alessandra in due minuti procuriamo altri due, anzi addirittura altri tre braccialetti togliendoli ai nostri amici ch’erano dentro, li diamo rischiosamente a Gerardo attraverso la transenna a non più di 3 metri dall’ingresso, col pericolo che qualcuno dello staff, vicinissimo, ci sgami il passaggio: ma in men che non si dica anche Gerardo e Nadia entrano, e pure un amico di Gerardo! Azz, questi so’ arrivati frisch frisch alle sette e mezza... e stanno a pochi metri dal palco! Grazie a noi che stiamo allo stadio dalle due e mezza! ...e grazie al mio servizio di spola, con coadiuvo finale di Alessandra!
Ci siamo quasi tutti, ormai. Sarò stato un’ora e mezza fuori dalla gabbia con Alessandra e Sabrina per il recupero dispersi, ma al nostro ritorno ognuno riguadagna il proprio posto, me compreso che, prima di uscire in “missione”, avevo detto chiaramente a Pasquale “mò ca torn, annanz a mmè voglio tenere solo a cchisti dduij ccà, eh!” additando appunto i soli due ragazzi tra me e la transenna. Così ci ritroviamo in questo assetto per assistere all’evento: da sinistra verso destra, Sabrina, io e Rosaria “quasi” in prima fila; subito dietro di noi Pasquale, Valentina, Nadia, Teresa, Stefania e Gerardo col collega; più a destra, proprio “col petto contro la transenna”, Alessandra ed Anna, con dietro Alfredo ed Alessandra2; infine Enrico durante il concerto galleggerà un po’ presso Alfredo, un po’ dietro di me presso Gerardo.
E poiché ormai manca solo un’oretta circa, finalmente estraggo dallo zaino la mia maglietta di Roma 2007 con davanti “Generazione di sconvolti” e dietro “Siamo solo NOI!” Bella fresca e umida, dopo una giornata passata in mezzo a 6 litri di acqua ghiacciata!!!
Occhio!!! Sul palco intravediamo Cucchia, Frank Nemola, Stef Burns, Alberto Rocchetti, forse anche il Gallo... chissà, forse sono venuti a sbirciare un po’ l’atmosfera qui fuori, prima di accarezzare finalmente gli strumenti sul palco!
Ore 20:56
Sono passati meno di tre quarti d’ora dall’arrivo degli altri nella gabbia, ma cosa succede? Le luci già si spengono! Incredibile, lo spettacolo sta già per avere inizioooo!!! Wow, di solito Vasco è puntualissimo, ma stasera si inizia con 20 minuti di anticipo!
...l’introduzione è graduale... su suoni e luci da atmosfera, Vasco parla, ancora da dietro al palco:
...Stef Burns irrompe con la sua chitarra distorta...
...tristezza....schianti di batteria e ...sempre sul grave giro di chitarra distorta, parte tutta la band al seguito... e poi... ...finalmente lo vediamo, lo sentiamo:
...ovviamente tutti cantiamo già quasi a squarciagola appresso a Vasco...
senza pausa, quasi attaccata a Qui si fa la storia... l’inizio è quasi fulminante, il ritmo della musica è subito forte, quello delle parole è...
Anche se sembra non è cosìGraaande!!! Questo pezzo è “pppsant!!!” tiene un testo troooppo grandioso... soprattutto quelle parole... quei versi “che se non viene un angelo... che se non nasce un rock’n’roll!!!!” E cantiamo tutti a squarciagola...!!!
Dimmelo teGraaaandee pezzo rispolverato... da “Vado al massimo” del 1982... l’album del “mio” anno... uno dei miei preferiti, quello con “Ogni volta”, speriamo che la fa, SPERIAMO CHE LA FA!! Ma intanto, che sorpresa stasera per questa canzone:
Oh no! La noia, la noia, la noia, la noia, la noia
wow... “è strano ma per noi sai tutto l’infinito... finisce qui”...
Vasco intanto si è già fatto un paio di passeggiate sulla passerella destra del palco... ce lo abbiamo proprio qui, di fronte a noi!!! Guarda caso, siamo proprio nel punto preciso dove avevo immaginato mesi fa...
Solo pochi accordi accennati, e io ed Enrico la riconosciamo assieme già dalle prime note... anche se l’introduzione è un bel po’ cambiata dall’originale, com’è quasi ovvio per i live! Un inizio con tante canzoni dal nuovo album...
Guardami!Ah-hàààà!!! E qui le cose si fanno interessanti!!! Questa l’ultima volta l’ha fatta nel 2003, nel triplo concerto di S. Siro... sgamo sin dai primi accordi che è “lei”, e dico a Sabrina (che lo sa) “Mò hadda ric r‘o nano, mò hadda ric r‘o nano!!!” (intendendo che deve modificare un verso della canzone sulla base dell’attuale panorama politico)
E infatti.......... problemi?!Questa canzone... targata 1993... quanto cazzo è vera... oggi purtroppo sempre di più.
Non posso fare a meno di notare, tra tutti noi, che quello che proprio si lascia andare, si dimena, si dibatte, urla, salta, si “fa pigliare” oltre ogni ritegno, è Pasquale! Pare n’animale feroce che s’è sciuovt all’intrasatt! Tento di farlo scaricare un po’ (in realtà lo faccio per caricarlo ancora di più!!!) afferrandolo frontalmente per le spalle e dimenandolo con impeto, e dandoci un paio di affettuose reciproche capate!! (ahia che male...)
Eccola qui... la bellissima ballata lenta e riflessiva... che dolcezza è stato scoprirla nell’album... E adesso... lo stadio intero si ferma per qualche istante... poi gli spalti ed il prato si accendono in uno spettacolo di luci di accendini e flash e telefonate, uno spettacolo degno di quello a cui stiamo assistendo, a cui anche noi stiamo partecipando attraverso quegli specchi che ci riflettono... ed attraverso i nostri occhi che, forse un po’ lucidi, si riempiono di Vasco e di queste parole...
E adesso che sono arrivatoVasco... si appoggia all’asta del microfono... sul lato destro... proprio come quando canta “Ogni volta”...
Un altro pezzo lento... Ahh.. questa canzone... prima non l’avevo mica apprezzata tanto, ma... l’interpretazione di Vasco dal vivo è straordinariamente intensa: carica ogni parola di foga e motivazione, e significato e sentimenti, e rabbia... e dubbi...
Quello che hai qui di fronteChe testo... che interpretazione... forza, contraddizione, disperazione: “...e quando gli conviene... ritorna da te... "che lo stai a'aspettare"... e non dici no! stavolta lo so! ...Lo senti che ho... ...bisogno d'amore!!!”
L’arpeggio di chitarra è inconfondibile... la simpatia di questa canzone ti conquista subito con la sua semplicità... da una strofa un po’ scherzosa e irriverente al ritornello chiaro e insistente: solo pochi mesi fa mi colpiva dritto al cuore... ora mi sfiora soltanto, anche se da vicino.
Sarà colpa del whiskyDaaai... dal lontano 1985...
T'immagini
...favole... fa! fa! favoleee!!! Anche Stef Burns la canticchia, lui è proprio dinanzi ai nostri occhi, per tutto il concerto...
E stasera questa è la prima canzone “must” di ogni tour di Vasco... fino ad ora ogni canzone è stata una sorpresa... adesso arrivano le prime certezze:
...Azz! e che, siamo già a metà spettacolo?!? Queste canzoni volano troppo in fretta... bisognerebbe che Vasco ce le cantasse tutte, ogni sera, ogni volta! Già, soprattutto Ogni volta... Mi chiedo se la farà stasera, c’ho questo tarlo in testa che mi prude alla fine di quasi ogni canzone, quando sta per partire quella dopo... sperando di sentirne i brividi... ma scoprendo che ancora non è lei. Forse ora capisco a cosa si riferiva Enrico stamattina, quando mi aveva scritto su msn “stasera c’è una sorpresa per te”... forse ha visto la scaletta su internet, e... speriamo...
...comunque questo interludio di quest’anno, secondo me, è... bruttino.
La tempesta dopo la quiete!!!
Vasco torna a calcare la scena dopo la sua pausa, con questa canzone energica e allusiva, e nemmeno troppo indiretta:
Mentre tutti cantano insieme a Vasco, io questa canzone me la godo ascoltandola solamente, apprezzando l’interpretazione di Vasco, le parole, il significato, gli anni che sono passati... non si torna... comunque sia... ...e quanta nostalgia... ecco... quanta nostalgia... i miei occhi stanno quasi per diventare lucidi mentre guardo Vasco sulla passerella opposta, così lontano ma così vicino con questa canzone... ...e quanta nostalgia... sto quasi pensando se per la fine di questa canzone riuscirà a strapparmi una mezza lacrima
ma Pasquale interviene a gamba tesa, da tergo, mi scuote per una spalla: “Sabatì, ma che gghi’è, vuo’ canta’, t’ vuo’ dimenà, stamm a ‘nu concert ‘e Vasco” strappandomi a quell’atmosfera di pensieri e riflessioni e sentimenti (direi da “esterrefatto”), in poche parole rompendomi il cazzo. Gli rispondo in qualche modo, eggia capit che si preoccupa se mi vede a un certo punto immobile e silenzioso, però ch’ cazz! Pazienza, tanto la canzone continua, fammi galleggiare un po’ sulla seconda strofa...
...e invece no! perché questo era solo l’inizio di un medley... Ormai è tardi lascia il posto a un paio di versi di Non mi va:
Non mi va....Poi... Ci credi:
Non vorrei fare più canzoni fino a quandoEh, su questi versi Vasco si fa una passeggiata proprio davanti a noi, e... quando dice che “adesso va a letto presto come gli altri”, fa proprio bene a mimare il gesto del “naso da Pinocchio”... ma chissà come “stava” quando scrisse ‘sti versi qua! Come gli saltarono in mente?!!! eheheh!
...guarda che bella sorpresa la vitaMa ecco, il Medley cambia ancora:
Susanna è una bambina tutta coloratae poi un’altra canzone dall’album Colpa d’Alfredo:
Sensazioni, sensazioniancora una piccola “deviazione”:
Quante deviazioni haiUna sequenza di canzoni dalla grande intensità!!
I bambini dell'asilo
Certo che lavorare in un asiloEh, su “ci vuole un agente” piglio e mi giro indietro verso Gerardo, e glielo dico proprio a lui, che “ci vuole un agente”!!!!
Allora vedrete con la poliziaLa musica diventa qualcosa di molto familare... poi si fermaaaa... senza accompagnamento della band, Vasco inizia a dire che
Ho perso un'altra occasione buona staserae allora noi ci scagliamo tutti addosso ad Alfredo a dargli una qualche pacca sulla spalla o qualcosa del genere, perché adesso questa canzone ci farà pariare come non mai!
...E invece no! perché Vasco la accenna solo, si ferma qui... proprio mentre tutto lo stadio sovrapponeva le sue voci alla sua, non riusciamo nemmeno a dire “colpa d'Alfredo”, che Vasco fa la macchietta, dice “vabeh, se fate tutto voi io posso anche andarmene a casa”... ...e la canzone non decolla, il medley finisce qui... Colpa d’Alfredo ci è “rimasta ‘nganna”, cazzo!!!
Ah, e questa canzone io la tengo scritta addosso! Cioè, nel senso che ce l’ho sulla maglietta, che avete capito!!! Ma tra di noi non manca di certo chi la interpreta ogni giorno... e infatti mi giro verso Enrico proprio quando la canzone fa:
che non ci sappiamo limitare!...battendo il tempo sulle spalle del Secco...
siamo solo noi...Vasco sembra dimenticarsi qualche parola!!!
quelli che però è lo stesso.eh, quest’ultimo piccolo verso è immancabile nei live del Blasco, hehe!
...Siamo solo noi
Vasco viene proprio verso di noi, cammina sulla “nostra” passerella... ci guarda dritto in faccia e... estrae il medio, come sempre in questa canzone!!! E noi gli rispondiamo, anche a due mani, coi nostri “medi”!!! È un modo un po’ “strano” di pariarci addosso, lui con noi e noi con lui...! Però Alessandra mi dirà che questo numero non le è piaciuto affatto! “Aver pagato quaranta euro, per vedersi fare il ‘dito medio’ proprio in faccia? Ma vaffanculo!!”
Esce così, su questa canzone, Diego Spagnoli vestito da pugile in accappatoio, per fare la presentazione della band, proprio come ai vecchi tempi, sul giro di “Siamo solo noi”... non più su “Stupido Hotel” (che bello, quest’anno l’ha proprio tolta da mezzo, tè!)... Alberto Rocchetti alle tastiere; Maurizio Solieri alla chitarra; Claudio Golinelli detto “il Gallo” al basso; Frank Nemola “l’uomo che tromba”; Andrea Innesto detto “Cucchia” al sax e cori; Clara Moroni ai cori; California - World - Universe - Infinity - Stef Burns alla chitarra!
Dopo l’assolo finale, la musica si ferma, in un silenzio quasi strano. Il tempo sembra rallentare mentre la nostra frenesia vorrebbe affrettarlo verso la prossima canzone, ma.. adesso le luci sono buie, il palco resta immobile, come se stesse prendendo tempo per... per pensare a come parlarci di...
Questa canzone la ascolto solamente... non la canto insieme a Vasco e agli altri, la sento... “solo” col cuore...
Sally cammina per la strada sicuraApplausi... riconoscenza... verità... amarezza... e poi
ci strappa un po’ con irruenza all’“estasi” da Sally... in men che non si dica lo stadio intero si mette a saltare a tempo, tutti insieme, dal prato agli spalti... dove i riflettori illuminano una marea di gente saltare su e poi scendere giù cantando sempre
Vorrei stringerti le bracciae sul finire, quando noi tutti ci aspettiamo il solito “fammi un piacere”...
...nah, nah nah nah nah nah nah...he he, Vasco è il solito irriverente e incorreggibile spiritosone!
Ascolto in silenzio, a braccia conserte, ogni parola con la voce di Vasco; la sua sempre intensa interpretazione dà alle parole la forza di un pugno, o la delicatezza del vento, fin quasi a sfiorarti la pelle con un pensiero, o a centrarti in pieno stomaco con la verità:
Si!!!!ovviamente cerca di strapparmi al mio modo di ascoltare, di “sentire” questa canzone, Pasquale: “Sabatì, ma pcchè nu’ cant?” ed io “Pcchè chesta è ‘na canzone seria”.
Io penso che ognuno di noi abbia un “rapporto” tutto suo anzi, che ognuno di noi abbia un’evoluzione del suo “rapporto” con Vasco o con le sue canzoni: se qualche anno fa, in questo stesso stadio, anche io non mancavo di cantare nemmeno un verso insieme a Vasco, adesso preferisco, ogni tanto. ascoltare nel mio silenzio; per non turbare con la mia voce i miei sensi; per urlare lo stesso dentro, ma come urlerebbe un sussurro:
Però ricordo chi volevaQuesta canzone... un senso ce l’ha... “che se non ha un senso... domani arriverà... LO STESSO! Senti che bel vento... domani un altro giorno... arriverà...”
Intanto mi volto indietro, perchè Pasquale sta facendo qualcosa che è un po' privo di senso: sta pigliando questioni con un tipaccio più rasato di lui, non so perchè, stanno quasi per venire alle mani, la situazione si riscalda... poi ci pensano i ragazzi che stanno in mezzo a loro due a farli calmare, a quelle due testacce di cazzo...
Ecco un’altra canzone che ce ne ha di senso, eccome se ce ne ha... questa sera con Vasco il messaggio politico è più forte che altri anni... dopo “Non appari mai”, “T’immagini”, “Asilo Republic”...
...Immancabilmente a ruota dopo “C’è chi dice no”...
Se siete "quelli comodi" che "state bene voi"...Dopo un lungo assolo di chitarra, sta per arrivare la parte più “urlata”, forse con il messaggio più forte di tutta la canzone... cerco di suggerire un po’ sottovoce il verso successivo a Rosaria... che non capisce... glielo dico in un orecchio una volta, due, sta arrivando! ...e allora le urlo
VOI ABILI! a tenere sempre un piede qua e uno làArriva la tristezza di queste parole... ricordo come fu quasi sublime, anche se di colore nero, scoprire questa canzone, anteprima dell’album ... ascoltarla, riascoltarla, ancora una volta, e un’altra, e un’altra... anche se un po’ amara...
Ed è proprio quello che non si potrebbeDurante il pezzo, Rosaria è preoccupata perchè Pasquale è scomparso, non è più dietro di noi. Si fa prestare il mio telefono per chiamarlo, ma non si riesce a far partire la chiamata, troppi cellulari in questo stadio. Restiamo un po' in pensiero per qualche minuto, visto la scaramuccia con quel tipo di prima....
...ma ecco ricomparire Pasquale... è insieme ad Alfonso Caiazza con sua sorella Marika, che era andato appunto a far entrare nella gabbia con noi, ecco perchè si era dileguato!!! Ed ora che c'è anche Alfonso, siamo davvero al completo!
è passato tanto tempoMentre Alberto Rocchetti come al solito fischietta questa parte... penso... e guardo gli amici con cui sono qui stasera: vedo Sabrina e Rosaria qui al mio fianco, vedo di nuovo Alessandra, vedo Anna ed Alfredo di spalle, poi mi volto e vedo
Valentina, Pasquale, Enrico, Gerardo, Nadia, Teresa, Stefania. Li guardo uno ad uno, e sono contento, forse nella maniera più semplice del mondo: per il solo fatto di essere noi qui.
“Vivere” giunge all’assolo finale. Durante l'intensità della musica e del caldo, però... Alessandra2 cede alla pressione... si sente male... sviene. Viene portata oltre la transenna, che scavalca con la fatica degli spettatori nei pressi... Gerardo non ce la fa proprio a sostenerla da solo!! Ch' ffisich rà puliziott'!! Cmq anche Gerry scavalca la transenna ed, aiutato dallo staff, accompagna la ragazza all'ambulanza dietro al palco... ma niente paura: più tardi vedremo che non è nulla di grave!
Intanto "Vivere" arriva alla fine. Le luci si abbassano, c’è una pausa forse di un paio di minuti, poi Vasco ricompare: “Questa sera... voglio fare un esperimento. Facciamo finta che siamo sulla spiaggia, con due buoni amici con la chitarra – Maurizio e Stef – una sigaretta... e cantiamo qualche canzone”.
Ma ecco... con il suo inconfondibile arpeggio... Ridere di te:
Tu sì..... che sei Specialequesto è stato proprio un regalo di Vasco, stasera, per Rosaria e Stefania... Anche se la seconda strofa non c’è... quella con “Le stelle stanno in cielo / i sogni non lo so / so solo che sono pochi / quelli che si avverano...” ...questa strofa cede il posto a:
e Brava Giulia...... e Brava Giulia!Però... però ogni canzone è troppo breve... solo dei bellissimi, ma brevi passaggi... però... è pur vero che noi saremmo comunque incontentabili, e vorremmo un sacco di canzoni, sempre, e vorremmo che un concerto durasse per la notte intera... Ma si sa, prima o poi ogni cosa finisce, e...
...ed il Sole....... Muorepoi... sento un dolcissimo e inconfondibile arpeggio in Mi minore settimo... e...
Cosa facciamo stiamo insieme stasera...va bene così... va bene così, anche se Vasco e tutti gli altri della band hanno suonato seduti, al centro del palco... così che, da dove siamo noi, solo io ed Alfredo (la gente “alta” del gruppo) potevamo a stento scorgere le teste di Vasco & Combriccola!
E adesso... “Lupo” Alberto Rocchetti lancia la consueta versione acustica, piano e voce, di Vita Spericolata... che Vasco modifica un po’, per citare (impercettibilmente) “Voglio una vita tranquilla” di Tricarico:
"IO"
Vasco viene proprio qui, di fronte a me:
E poi ci troveremo come le stars...e cantando, su forse non c’incontreremo mai, lo guardo dritto negli occhi...
...ognuno a rincorrere i suoi guaiIl piano di Alberto Rocchetti si ferma per qualche attimo... la canzone finisce, Vasco è ancora qui di fronte a noi... ed io già lo so che sta per urlarci, ed io con lui:
IN BOCCA AL LUPO A TUTTI!!!La lunga e sentita introduzione di Alberto al piano ci trasporta da Vita Spericolata fino a...
È nell’aria ancora il tuo profumo,e già... così... “Ogni Volta”... non me l’ha fatta, stasera...
...e adesso... sulle note al piano di “Quanti anni hai”...
“Ciao Massimo! Sei sempre con noi!Beh... dopo il saluto a Massimo ce l'aspettiamo tutti, ormai... apoteosi ma anche fine... un finire dolce-amaro come sempre... la mitica introduzione al pianoforte ci prende per mano, e ci porta a sentire, cantare, urlare ancora:
Respiri piano per non far rumore...dopo queste ultime canzoni acustiche, ritorna finalmente tutta la band con l'introduzione poderosa, energica, chiara, forte, loud, insomma... ...rock...
Na na na na
Ti vesti svogliatamenteE con l'inizio dell'assolo finale, adesso è proprio il momento dei saluti: Vasco si farà le ultime corse sulle passerelle... ora può anche farsi venire il fiatone... le sue canzoni per noi sono finite, per questa sera.
Comincia dalla passerella opposta alla nostra, dove lo vedo correre fino alla fine del palco a forma di abbraccio... sporgersi in quel punto verso il pubblico ed urlare:
...ce l’avrà proprio con noi di Salerno, noi di questa sera???
Ma... cosa fa??? Si toglie la maglietta! Resta a torso nudo, esibendo tra l'altro una cazzo di panza!! he he! Ma......?! ...non viene più da noi, da quest'altra parte?!?! Se ne va! Se ne va di già, scompare dietro al palco, senza passare per il nostro lato per un'ultima volta... si è fatto pigliare troppo laggiù, ha lanciato la maglietta al pubblico e, da timido che è, non se l'è sentita di venirci a salutare mezzo ignudo!... Vabbeh Vasco... sei debitore di un piccolo saluto con noi dell'"ala destra"... e lasci già la scena alla tua Band... che ci accompagna con l'ultimo assolo, il mitico ed immancabile finale di Albachiara! Protagoniste indiscusse le chitarre di Solieri e Burns, sulla batteria di Laugh ed il basso del Gallo, con qualche accordo ancora di Rocchetti, fino alla prima strofa, cantata ancora, in questo penultimo giro di accordi, da Nemola, Cucchia e Clara... prima dello schianto finale...
Respiri piano per non far rumoreTutta la band adesso lascia gli strumenti, viene verso di noi per salutarci: Matt Laugh lancia le bacchette della batteria, Stef Burns dei volantini di un suo spettacolo a Napoli, ne acchiappo uno... poi passano tutti davanti a noi, per l'ultima volta... scompaiono dietro al palco... lo spettacolo finisce.
La gabbia si svuota abbastanza velocemente... gli spalti ed il prato anche... ma noi ad una decina di minuti dalla fine, siamo ancora lì, vicino ai nostri posti, ad assaporare ancora qualche momento vicino al palco che abbiamo visto accendersi, vivere, ed ora spegnersi piano piano. Qualcuno mangia, qualcun altro si disseta ancora. Dopo un po', metà del gruppo si avvia verso casa: Rosaria, Teresa, Stefania, Alessandra ci salutano per ritirarsi un po' prima. Intanto Gerardo ed Alessandra2, dal "momento del malore", non si sono più visti. Noialtri stazioniamo tipo un quarto d'ora nella gabbia ormai vuota, io finalmente mi siedo un po' dopo tutte quelle ore in piedi... Poi quelli dello staff ci invitano ad andare perchè puliscano: già domani sera ci sarà il secondo concerto di Vasco qui all'Arechi! Quasi quasi mi farebbe proprio piacere tornarci... dopo solo due concerti qui, mi sono già un pochino affezionato a questo Stadio, che mi ha sempre regalato un bello spettacolo, avvolgendomi di canzoni e gente ed energia e spalti pieni e vivi... Ma intanto abbiamo già guadagnato l'uscita dal prato... stiamo risalendo adagio la curva, spalle al palco, scendendo verso quello stesso ingresso che abbiamo varcato nove ore prima, uscendo fuori. Ecco Gerardo ed Alessandra2! È tutto ok, era solo una cosa da niente dovuta al caldo... anche loro due vanno via; restiamo ancora io, Sabrina, Nadia, Valentina, Enrico, Alfredo, Anna, Pasquale, Alfonso e Marika, a gironzolare tra lo stadio ed il multisala, aspettando che il massiccio traffico di auto defluisca e allenti la sua morsa. Qualcuno va al bagno, e finalmente anche io "cambio l'acqua"! C'è chi si compra un panino da qualche parte, per un attimo ci disperdiamo... ma poi ci ritroviamo tutti vicino alle macchine. L'atmosfera è abbastanza paga, siamo tutti piuttosto distesi, ci scambiamo commenti e impressioni sul concerto. Beh bisogna ammettere che Vasco sul palco corre meno dell'anno scorso, e del tour prima ancora (2005)... gli anni passano per tutti...! Io ho anche notato che Vasco ha fatto a meno di qualche acuto un po' altino in alcune canzoni... chissà se si è preservato le energie anche per domani sera...? Però conveniamo un po' tutti che il palco non ci ha dato il massimo, non come le nostre aspettative ci auspicavano, stasera. Sarà perchè per nessuno di noi questo era il primo concerto...? O, forse, perchè l'attesa vissuta tutti insieme sin dal primo pomeriggio è stata quasi un po' più bella del concerto stesso? ...O perchè, in quattro mesi e mezzo dall'acquisto dei biglietti, le nostre aspettative si sono ingigantite a dismisura?! Io penso che... a volte, una sola canzone, ascoltata non in un concerto, ma nel "momento giusto" della tua giornata, con un particolare stato d'animo... possa colpirti più di dieci concerti. Questo hanno di straordinario le canzoni di Vasco: un concerto intero purtroppo può non eguagliare la canzone giusta nel momento giusto... ma per fortuna non ci vuole ogni volta un concerto per emozionarsi... e allora... senza dire una parola, salgo in macchina e... metto su "Ogni volta". Live 1984.
E ogni volta che viene giornoPiano piano, durante la canzone, salgono in macchina con me Nadia, Valentina e Sabrina. Ce la godiamo insieme, in silenzio, fino al finale. Poi riguadagno il volante, accendiamo tutti i motori, Pasquale della sua Punto con Alfredo Enrico ed Anna, Alfonso del suo Coupè con Marika. Si torna a casa.
Durante il tragitto, nella mia macchina è quasi la pace dei sensi: ascoltiamo ancora qualche canzone di Vasco, poi spengo lo stereo. Nadia si addormenta davanti, dietro Valentina e Sabrina pure stanno quiete quiete... la tangenziale è quasi libera tranne per un breve tratto di rallentamento, poi per l'autostrada si scorre tranquilli fino a San Severino; sotto casa di Nadia e Valentina, sveglio la maggiore delle due sorelle che scendono e ci salutano; poi accompagno anche Sabrina a casa: ora è il mio turno di riguadagnare la mia magione... dove però mica vado a dormire! Sotto ci sono già Pasquale, Alfredo, Anna ed Enrico che mi stanno aspettano nella Punto da un po'. Quando arrivo, però, Pasquale se ne va a casa perchè è stanco, mentre noialtri quattro si sale nel sottotetto, perchè... Alfredo è impaziente di terminare il "migliazzo" e le polpette che abbiamo lasciato dal pranzo di tredici ore prima!
Apriamo gai il forno dove avevamo riposto il tutto e non ci sono; nel frigo nemmeno; allora scendo giù a vedere dove le abbia mai stipate mia mamma che... tra veglia e sonno mi rivela... che era troppa roba, e l'ha data a qualcuno per consumarla!
Risalgo sopra, dove Enrico ed Anna ma soprattutto Alfredo mi staranno aspettando con ansia... apro la porta... esordisco:
"Guagliù, non ci sta niente più. Mia mamma ha dato la roba ad altri, non ci sta niente più".
"È fnut a mal 'a fest", mi fa eco Alfredo come risposta.
Allora scendiamo di nuovo giù alla macchina.
Accompagno Alfredo ed Anna a Rocca, dove Alfred ci saluta:
"Guagliù, è stato un piacere. Lungo e intenso."
Dopo la volta di Enrico a Siano, finalmente spetta pure a me di tornare di nuovo a casa mia.
Siamo tutti alle rispettive magioni.
Ma che importa se è finita
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Mò t' sput 'mbacc!
Peccato per l'ultimo pezzo...mi ha fatto ricordare una cosa che avevo rimosso forzatamente dalla mia mente!!!Piccolo neo in una giornata stupenda ma che dico stupenda una giornata da:"quello che si prova non si può spiegare quì hai una sorpresa che nemmeno te la immagini..."Signora Francesca la prossima volta prima di fare una cosa del genere ci dia almeno il tempo di tornare...perchè quando c'è qualcosa da mangiare noi torniamo...e come se torniamo!!!ahahah
Cià Zptì
Sull'introduzione di Albachiara e sulle prime strofe accompagnate solo dal pianoforte, Pasquale fa il tipo romantico con l'accendino al vento, e fin qui tutto ok.
Ma quando parte l'introduzione "massiccia" con tutta la band ad accendersi, ecco che Pasquale s'imbarbarisce di nuovo, e "per scherzo" mi pianta la testa rovente dell'accendino dietro al collo.
Dopo una smorfia di dolore, senza scompormi più di tanto cerco di schiacciargli il piede con tanta cazzimma, ma dopo tante ore all'impiedi le mie gambe peccano di mira, e dopo tre colpi di tallone (alquanto "viulenti") con cui ho mancato clamorosamente il piede di Pasquale ma forse ho fatto un bel fosso nel prato, mi sono dato una controllata e mi sono accontentato di una ben assestata gomitata, non tanto forte, sui suoi incisivi.
"Scusa, sabati'" mi fa Pasquale "aggio esagerato, mo scusami ià, finiamo bene il concerto, non roviniamoci proprio il finale..."
"Va bbuooo'...!", lo accontento...
Pascà, cmq durante 'o concerto m'è propt cacat 'o cazz!!! Fatt'o ddice! M'è rat 'e turmient!!!! Perlomeno sì sservut ca oggi 'e purtat 'na machin!