Andare Viaggio con l’auto, senza destinazione, guidare su rettilinei solitari e infiniti per ore con il sole basso sull’orizzonte sempre alle mie spalle ma che non tramonta mai, ad ascoltare all’infinito la canzone perfetta nello stereo a palla, per ore ed ore ma senza che la musica arrivi alla fine, mai. Perso, scendere dall’auto, lasciarla aperta. Camminare lungo un molo, fiancheggio il mare alla mia destra, puntando verso il mare dinanzi, per ore, seguendo la mia ombra, proiettata dinanzi a me sempre da quello stesso tramonto che per quanto io cerchi di lasciarmi alle spalle non mi lascia mai al buio, avvolgendomi nei suoi colori caldi dove tutto starebbe come per svanire nel crepuscolo; i toni si accendono man mano che i miei passi aumentano, la mia ombra si distende dinanzi a me, ma senza mai sparire… so che mai verrà sera. Scavalcare e lasciarmi indietro alcuni orizzonti. Stancarmi, fermarmi. Mi siedo su quel molo, che dinanzi al mio cammino si stende ancora a perdita d’occhio. Ora seduto con le braccia intorno alle gambe, guardare davanti a me, alla sinistra del mio cammino, dove non capisco cosa ci sia. Lo sguardo scende al suolo. Rimango… …per un minuto o ancora ore… …con la testa tra le mani. Gli occhi non vogliono riposarsi; non capisco a cos’è che vorrei pensare. Alzarmi, voltarmi verso quel mare alla destra del mio cammino, e senza prender fiato tuffarmi. Restare sotto, nuotare senza respiro e senza soffocare. Il fondo è infinito sotto di me, avanzando scendo giù, i colori si fanno sempre più blu, sempre più profondi, ma queste acque non diventano mai buie. Ora è tutto uguale tutto intorno: non so dove sia l’alto o il basso, l’avanti o il dietro, se mi sto ancora allontanando da dove ero partito… …non ricordo quando e perché sono partito… …o se adesso la mia ombra sarebbe alle mie spalle e l’interminabile tramonto davanti a me. Qui sotto non saprò mai se… se quel tramonto sia finalmente divenuto sera, rendendo possibile un’alba. Non respiro ora sotto il mare come non respiravo prima sotto il cielo. Non capisco dove stia nuotando né perchè. In quel tramonto non capivo dove andare, né perché. Ricordo solo che… una volta ho volato, in quel cielo. Non ricordo come facevo, ma ne ricordo il perché. |