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E quanto lo sarà nel nostro futuro? E’ la domanda sortami nel fare un po’ di zapping e capitare per caso su Raitre, dove era in onda una trasmissione in cui si parlava di riduzione dell’inquinamento in Italia, di migliorie alle attuali forme di produzione di energia, di ricerca di fonti di energia alternative attraverso nuove tecnologie, di accorgimenti affinché ognuno di noi, nel suo piccolo, possa contribuire ad inquinare di meno... Insomma, si parlava di tutte queste belle cose perché, come ho appreso dalla stessa trasmissione, il 16 Febbraio 2005 (ovvero mercoledì prossimo, oggi è il 12) entrerà in vigore in Italia il protocollo di Kyoto. Approvato dai paesi industrializzati che sottoscrissero il protocollo (tra cui NON figurano gli Stati Uniti, che concorrono al 50% dell’inquinamento mondiale). Mi sono allora detto: come mai i telegiornali non ce ne hanno fatto un quasi lavaggio del cervello, come invece è stato per l’obbligo delle cinture di sicurezza, del giubbotto catarifrangente in auto, o per la legge antifumo, che appena entrati in vigore vantano più rispetto di un boss della malavita? Evidentemente in Italia l’informazione ha sempre degli scopi ben precisi, ecco la risposta! Se in Italia il problema dell’inquinamento non ha peso politico (o meglio, avrebbe il peso di un macigno sulla schiena di un bambino)... beh, è inutile che la gente ne sappia niente! Perché assillare le menti di elettori e non con problemi che l’attuale governo NON è in grado di risolvere brillantemente? Come invece è stato per i sopraccitati, e più enfatizzati dai media, casi di entrata in vigore di nuove leggi, che pur facendo storcere il naso a qualcuno, sono piaciute ai più! Magari anche a qualcuno che ultimamente non ha votato per chi è ora al governo! Con questo non voglio certo dire che una sinistra alla maggioranza (figurarsi l’attuale sinistra) sarebbe in grado di far uscire vapore acqueo dalle marmitte grazie ai motori a idrogeno, che so, resi obbligatori dal prossimo Marzo! Il problema è certamente ampio e non semplice da affrontare; ma se non si comincia mai a sensibilizzare l’opinione pubblica (che è la forza che muove un Paese), il problema potrebbe diventare irreparabile tra qualche anno... e addio Pianeta Terra! Migreremo verso Marte come in Atto di Forza? Magari a bordo di tante navette per lo più USA, dato che saranno stati per lo più gli USA a sciupare il dono della Vita sul Pianeta! Ma torniamo coi piedi per terra. Su questa Terra, in Italia. Dove basta un mese e mezzo per dimenticare centinaia di migliaia di morti del 26 Dicembre e non sentirne più parlare nei TG: tanto a che serve. Qui, in Italia, ci sono anche altri problemi coperti da un fango che l’informazione non si abbassa a pulire, per non portare alla luce gli aspetti peggiori della nostra società. Qui è sufficiente portare il conto dei morti della faida a Napoli: non si tenta mai di parlare delle cause, del germe della camorra che potrebbe essere nelle scuole che sempre meno insegnano ai giovani, o nella scarsa possibilità di trovare un lavoro: MAI dire una cosa del genere, su nessun canale TV, ne andrebbe dell’attuale governo, che si vedrebbe ritratto come un emerito incapace dagli ingrati mezzi di comunicazione di massa. Che hanno una potenza che non conoscono, altrimenti tanti problemi sarebbero perlomeno affrontati, e qualcuno risolto. O forse, consapevoli della potenza dell’informazione, temono che possa ritorcersi contro di sé? Contro questi media troppo impauriti per mettere in discussione problemi così scottanti? Col rischio di subire censure, di essere magari cacciati via, come già è stato per qualche giornalista, o qualche comico satirico-politico. Mai e poi mai! Ma se l’informazione è influenzata, diciamo pure gestita da elementi “secondari” come la politica, da qui il pensiero è volato a tante altre situazioni “ambigue” (almeno quelle presentateci dai media, per (s)fortuna) di guerre in Kuwait, in Iraq, dove si lascia sempre il beneficio del dubbio se è l’America di un Bush a voler liberare un paese da un’invasione o da un regime dittatoriale (il dubbio ce l’ho perché nella Seconda Guerra ci liberarono, noi italiani), o se quei piccoli zampilli neri fanno gola anche a chi ne ha già tanti nella propria terra (con cui inquinano grazie a potenti macchine da 4 km/l, tanto per ricollegarci al discorso iniziale. O, nel ridimensionare la scala di questi pensieri, si rafforza in me il dubbio che gli amministratori dei nostri comuni entrino in politica non per l’amore per il proprio paese, ma perché attirati da una mensile invidiabile e dalla tanta pecunia che ci gira attorno. Se “in questo mondo di ladri” non si fa mai qualcosa senza un secondo fine, mai niente che non restituisca un profitto o un’ascesa ad una carica politica, ed ogni gesto è sempre studiato a tavolino perché dia la massima resa... beh questo mondo, prima che inquinato biologicamente, è un mondo sporco eticamente. Sporco come la coscienza della razza più infame ed intelligente del Pianeta. Tanto intelligente da ribellarsi alle regole della natura, da sconvolgere il clima del Pianeta, causare l’estinzione di tante altre razze. Tanto da non dire a nessuno che inquinando di questo passo anche la razza più intelligente rischia l’estinzione, e mica tra un milione o tra mille anni! Basta mezzo secolo, e la natura ci si sarà rivoltata contro in maniera abbastanza violenta da farci odiare dai nostri figli, perché non abbiamo fatto niente per evitare tutto questo. Ma ai nostri giorni il petrolio alimenta l’unico carburante del Pianeta, il denaro. E se a noi nessuno dice niente di alternative energetiche, cosa possiamo farci.
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