Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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Ogni giorno un italiano si sveglia e sa che dovrà attraversare una giungla. O (ch’è lo stesso), sa che dovrà guidare. Prende la giusta dose di caffé, estrae la propria vettura dall’autorimessa e scende in strada, in mezzo ai suoi simili. E quando si imbatte in un incrocio o ad un semaforo, non guarda in faccia a nessuno; da dietro al parabrezza la visione del mondo circostante s’incupisce, e quando stringe lo sterzo tra le mani, il guidatore italiano ha come una trasformazione: tutto ciò che conosce riguardo alle buone maniere, alla calma ed alla tranquillità lo diluisce nel carburante e lo scarica dalla marmitta della sua auto, timida utilitaria o grossa SW che sia.
Lui si presenta all'esame, si siede, si fa il segno della croce.
La professoressa lo guarda e gli dice: "Se ne vada, lei è un cafone, io sono musulmana".
variante: Dopo il segno della croce: "lei è un incivile, avrei potuto essere musulmana!"
(Esame comunque sostenuto e superato).
PREMESSA: formula cinematica della caduta dei gravi: -1/2 g t^2 : il segno di questa formula dipende dal sistema di riferimento che si sceglie: se si non si è coerenti lanciando un oggetto esso può andare anche verso l'alto.
Prof. - Mi scriva l'equazione della caduta dei gravi.
L'allievo sbaglia il segno nel suo sistema di riferimento...
Il prof. lancia il libretto dalla finestra ed esclama: "Ora lo recuperi al piano di sopra e torni il mese prossimo!"
La squadra "tipo" è composta da:
Antonio (PR)
Sebastiano
Peppe
Beniamino
Gennaro
Nei primi tre anni, la squadra del Bene ha per lo più subito sonore sconfitte. Ha perso praticamente sempre. Probabilmente la causa principale stava nel fatto che
Qualche tempo fa venni chiamato da un collega che mi chiedeva se potevo assisterlo nel valutare una risposta ad una domanda d'esame. Egli intendeva dare uno zero ad uno studente per una sua risposta ad un test di fisica, mentre lo studente sosteneva di meritare il massimo dei voti, e che così sarebbe stato se il sistema non fosse stato truccato a svantaggio degli studenti. Sia lo studente che l'insegnante concordarono di accettare il giudizio di un giudice imparziale, ed io venni scelto per questo.
Andai nell'ufficio del mio collega e lessi la domanda dell'esame: "Dimostrare come sia possibile determinare l'altezza di un edificio con l'aiuto di un barometro". Lo studente aveva risposto:
Questo è un Documento trovato su Internet e da me "riaggiustato" solo sull'aspetto grammaticale (traduzione imperfetta da un documento in inglese)
Molti di noi se lo sono già chiesti, altri invece se lo stanno chiedendo in questo momento o se lo chiederanno: il copyright, così come oggi è concepito ed utilizzato praticamente, serve a difendere gli interessi degli artisti che tanto amiamo? Le industrie dell'editoria sono davvero così ingenue da credere di poter fermare la condivisione illegale sulle rete, il file sharing e il peer-to-peer continuando a ricorrere alla forza come stanno facendo da oltre 6 anni? Allora perché continuano questa loro battaglia, cosa vogliono in realtà ottenere?
Come sempre quando non comprendiamo il presente dobbiamo volgere lo sguardo al passato, alla storia della nostra civiltà ed in particolare alla storia del copyright ed alla sua nascita.
Fino quale limite queste organizzazioni vorranno continuare il modello in cui si paga per ogni copia (pay-per-copy), che abbiamo usato per secoli, anche se le basi fisiche dell'informazione sono tanto cambiate da renderlo obsoleto?
Queste sono solo alcune delle domande che propone questo illuminante documento. Ad alcune vengono date delle risposte. A voi il compito di giudicarne la validità.
Brogli, governissimi, grande coalizione temporanea, ritorno al voto… quante se ne sono sentite già, a pochi giorni dalla vittoria al foto-finish dell’Unione!
L’Unione… …l’Unione fa la Forza! O, meglio ancora, l’Unione ha fatto fuori Forza Italia.
E per un pelo… non mi sarei mai aspettato un risultato così stentato dopo il trionfo delle Regionali di un anno fa. Ma del resto, questi poveri Italiani sono stati costretti o a votare per la riconferma di un governo in cui è difficile distinguere tra riforme “buone”, “cattive”, “ad hoc”, “ad personam”…; o costretti, d’altra parte, a indicare con la propria “X” proprio noi; noi, per voltare pagina; noi, per allentare la stretta dell’incredibile informazione governativa; noi, una boccata d’ossigeno per la democrazia; secondo alcuni una sorta di “male minore”, ma con poche garanzie di coerenza, di affidabilità, di stabilità.
Già, perché sarà difficile per il nuovo Presidente del Consiglio (che sarei io) fare da collante per tutta l’Unione,
13 Aprile 2006
“Il risultato deve cambiare”. Fu questa la prima cosa che pensai quando i risultati definitivi del voto non mi restituirono la rimonta che mi aspettavo.
Lo pensai, e lo dissi apertamente, nella mia seconda uscita in pubblico dopo il voto: “Il risultato deve cambiare: ci sono brogli a non finire”.
I brogli ci sono. Lo credo bene.
Solo che

Questa è la massima serie di via Iroma, il Campetto, da me costruito nell'estate del 1999.
Sorge su una terra sul retro di una fabbrica di alcool, abbandonata da decenni: i figli di via Iroma ci vanno a giocare a pallone da oltre vent'anni. Il campetto però non è sempre stato come lo vedete qui sopra.
Infatti in passato esso era costituito solo dai pali per fare le due porte, e al più
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Son le leggi d'abisso così rotte?