Fratelli d'Italia
l'Italia s'è desta
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò
Stringiamci a coorte
siam pronti alla morte
siam pronti alla morte
l'Italia chiamò!
Sì.
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Questa sezione dedicata all'università intende esprimersi attraverso due facce della stessa medaglia.
Una faccia è quella seria, che mostra, svela o mette in evidenza delle problematiche concrete, degli argomenti più o meno interessanti riguardanti il Campus e dintorni, e perchè no, delle note positive (se ci saranno, perchè no!) estrapolate dalla vita di Fisciano e Lancusi.
L'altra faccia, che va più nel faceto, con le sue smorfie divertenti cerca di tessere un filo di humour tra le trame della vita universitaria, attraverso un po' di ironia ed autoronia che aiutino a guardare gli altri e sé stessi da un punto di vista differente dal proprio "io", e che nel frattempo facciano anche sorridere. Per questo non ne vogliano al Povero Soldato coloro che storcono la bocca nell'incontrare, in questa sezione, delle cose a tratti un po' volgari! Non facciano sì che questo "lato divertente" ed a tratti utopico della sezione Università copra quello più importante, che invece riguarda la realtà degli studenti.
Differisce da ciò la canzone Generale (inverno) . Si può dire che essa abbia entrambe le facce: come tutte le canzoni, mi azzardo a dire come tutte le forme d'arte, ha in sé qualcosa di poetico (prelevato indiscutibilmente dal grande Francesco De Gregori) ed un qualcosa di realistico (l'università).
La risposta la si può cercare attraverso un'altra domanda: "quando NASCE Un Povero Soldato?"
Un Povero Soldato nasce nel momento in cui acquista coscienza di sé all'interno della sua facoltà.
Immatricolatosi ad Ingegneria nell'Anno Accademico 2000/2001, in pieno Nuovo Ordinamento, con tante "regole nuove", ferree ed inappellabili (quali obblighi di frequenza dalle più svariate percentuali requisite dai professori, sbarramenti, propedeuticità più intricate d'un albero genealogico di una feconda, vecchia famiglia meridionale...), dopo aver passato un paio di inverni tra corsi, prove, esami, corse in segreteria e quant'altro, una gelida mattina invernale in cui si recava a seguire le lezioni, intirizzito dal freddo di Fisciano, unisce le le proprie idee ad un po' di fantasia, ed immagina il "freddo rigore dell'Università di Fisciano" come il "Generale Inverno" che nella campagna di Russia fermò le truppe di Napoleone Bonaparte. E senza voler fare alcun riferimento storico o politico, anzi con la stessa spontaneità di una fonte d'alta montagna, scrive (o meglio "riadatta" le parole di una celeberrima canzone) Generale (inverno) Generale (inverno), racchiudendo in quattro strofe l'essenza dell'università colta dal proprio punto di vista, quello di un semplice studente come tanti; ma che rispetto a tanti altri, dà una forma particolare alle proprie idee, e le comunica prima spammando la "sua" canzone in lungo e in largo per www.unisa.it, e poi affiggendola (in circa 30 copie "prelevabili") nella bacheca dell'aula I, restando nell'anonimato. E quel giorno i fogli andarono a ruba. "Ma chi li avrà mai messi?", si sarà chiesto qualcuno. "Io li ho messi", riecheggia ora da questa pagina Web la risposta di un semplice studente. Sono io. Uno di voi, uno dei tanti...
...un Povero Soldato.
Stecca e va al centro!